Sonde spaziali

L'asteroide Ryugu (Foto cortesia JAXA, Chiba Institute of Technology, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Meiji University, University of Aizu, AIST)

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha confermato che la sua sonda spaziale Hayabusa 2 ha lasciato l’asteroide Ryugu, che aveva raggiunto il 27 giugno 2018. Fino al 19 novembre continuerà a scattare fotografie di Ryugu, un limite dovuto al fatto che successivamente una manovra necessaria per usare il suo motore a ioni la porterà a voltarsi in una posizione dalla quale non avrà più l’asteroide nell’obiettivo della sua macchina fotografica. Fino a quel giorno, sarà possibile inviare un messaggio di addio a Ryugu via Twitter o perfino lettere e cartoline alla JAXA. Hayabusa 2 dovrebbe tornare nelle vicinanze della Terra con i suoi campioni verso la fine del 2020.

Concetto artistico di una sonda spaziale Voyager (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Cinque articoli pubblicati sulla rivista “Nature Astronomy” riportano varie rilevazioni condotte dalla sonda spaziale Voyager 2 della NASA nello spazio interstellare. Diversi team di ricercatori hanno esaminato i dati raccolti dai cinque strumenti ancora in funzione con ogni articolo dedicato ai dati di un singolo strumento. Nel loro insieme, contribuiscono a capire cosa sia realmente lo spazio interstellare all’esterno dell’eliosfera, la bolla in cui viene avvertita l’influenza del Sole. Un anno dopo essere uscita da quella bolla, la Voyager 2 ha inviato molti dati su plasma e raggi cosmici mostrando le differenze rispetto a quelli all’interno dell’eliosfera.

Dune su Titano (Immagine cortesia Università delle Hawaii a Manoa)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio che offre qualche risposta al mistero dell’origine e composizione delle dune su Titano, una delle lune del pianeta Saturno particolarmente interessante per tanti motivi che includono la formazione di molti composti organici. Un team di ricercatori guidati dal fisico chimico Ralf I. Kaiser dell’Università delle Hawaii a Manoa ha esaminato dati raccolti nel corso della missione Cassini-Huygens e simulazioni al computer i cui risultati indicano che l’acetilene esposto a raggi cosmici può formare i materiali che compongono le dune di Titano.

La Nirgal Vallis (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express che mostrano la Nirgal Vallis sul pianeta Marte. Si tratta di una valle fluviale che si estende per oltre 700 chilometri, tanto vasta da attraversare le maglie cartografiche Coprates e Margaritifer Sinus. Qualche miliardo di anni fa, quando i fiumi erano pieni d’acqua liquida, probabilmente riempivano il cratere Holden, facendone un lago con un diametro di circa 150 chilometri e una profondità fino a circa 250 metri.

Schema dell'eliosfera (Immagine NASA/IBEX/Adler Planetarium)

Un team di scienziati guidato da Jamie Rankin di Princeton ha usato le misurazioni dei raggi cosmici galattici rilevati dalle sonde spaziali Voyager della NASA per ottenere una stima della pressione totale che plasma, campi magnetici e particelle varie esercitano gli uni sugli altri nell’elioguaina, lo strato esterno dell’eliosfera, la grande bolla attorno al Sole in cui il vento solare fa sentire la sua influenza. Il risultato è più elevato del previsto e aiuterà a capire meglio le interazioni tra il Sole e ciò che lo circonda.