Sonde spaziali

Una misura delle temperature sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta una serie di misure della temperatura del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ottenute grazie allo strumento VIRTIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA. Un team di ricercatori guidato da Federico Tosi dell’INAF-IAPS di Roma che include vari ricercatori dell’INAF ha usato le immagini infrarosse catturate da VIRTIS per generare mappe termiche da cui ricavare le temperature ricostruendone le variazioni giornaliere e stagionali ma anche quelle legate alle sue caratteristiche morfologiche e a quelle chimico-fisiche dello strato superiore della superficie.

La sonda spaziale Trace Gas Orbiter ha rilevato acqua ma non metano su Marte

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano i principali risultati del primo anno di lavoro della sonda spaziale Trace Gas Orbiter (TGO) di ESA e Roscosmos, parte del programma ExoMars. Un articolo riguarda l’impatto della tempesta globale che ha coperto il pianeta Marte di una coltre di polvere sull’acqua nell’atmosfera mentre l’altro articolo riporta la mancanza di rilevazioni di metano vanificando almeno per ora le speranze di scoprirne l’origine. Un terzo articolo sottoposto alla rivista “Proceedings of the Russian Academy of Science” offre la mappa più dettagliata creata finora del ghiaccio d’acqua e dei minerali idrati presenti immediatamente sotto la superficie del pianeta rosso.

La sonda spaziale Hayabusa 2 ha generato un cratere sull'asteroide Ryugu

Poche ore fa la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 ha generato un cratere sull’asteroide Ryugu, un’operazione che ha lo scopo di rimuovere materiali dalla superficie per poter prelevare campioni di materiali del sottosuolo che non hanno subito alterazioni dall’esposizione all’ambiente spaziale. Il sistema chiamato Small Carry-on Impactor (SCI) ha lanciato un proiettile di rame da 2,5 kg che è stato sparato sulla superficie da un sistema esplosivo. Fra un paio di settimana Hayabusa 2 dovrebbe tornare sul luogo per prelevare campioni dei detriti.

Una conferma indipendente di un picco di metano su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta una conferma indipendente della rilevazione di un picco di metano sul pianeta Marte, a est del cratere Gale, dove sta operando il Mars Rover Curiosity della NASA, che aveva anch’esso rilevato la presenza di metano. Un team di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Roma ha però usato misurazioni dello strumento PFS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per trovare metano. Rilevazioni indipendenti compiute in orbita e al suolo con strumenti ben diversi sono fondamentali nella ricerca perché il metano può essere prodotto da processi biologici ma anche da processi geologici.

Un canale fluviale fossile su Marte (Immagine NASA/JPL/Univ. Arizona/UChicago)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di una ricerca sugli antichi fiumi che esistevano sul pianeta Marte che portano a ritenere che siano esistiti fino a meno di un miliardo di anni fa. Un team di ricercatori coordinati dall’Università di Chicago ha catalogato oltre 200 antichi fiumi analizzando modelli e fotografie che mostrano le tracce dei loro letti per ottenere una conclusione che va contro ciò che gli scienziati che hanno studiato il pianeta rosso pensano in genere, cioè che fiumi e precipitazioni siano scomparsi oltre 3 miliardi di anni fa.