Sonde spaziali

Illustrazione di Giove, Europa, le linee di campo magnetico e la sonda spaziale Galileo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Michigan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive un nuovo esame di dati riguardanti Europa, una delle grandi lune di Giove, raccolti nel 1997 dalla sonda spaziale Galileo della NASA. Un team di ricercatori ha usato nuovi modelli informatici per interpretare un’anomalia nel campo magnetico attorno a Europa che era rimasta inspiegata. Il risultato del nuovo esame è che l’anomalia è stata generata da pennacchi di vapore acqueo contenenti vari composti, una nuova prova della loro esistenza.

Schema della riconnessione magnetica elettronica

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un nuovo tipo di riconnessione magnetica. Un team di ricercatori ha usato i dati raccolti dalle sonde spaziali Magnetospheric Multiscale (MMS) della NASA per scoprire questo fenomeno in atto in uno strato di confine tra vento solare supersonico e campo magnetico terrestre chiamata magnetoguaina. Quella che è stata chiamata riconnessione magnetica elettronica è ben diversa dal fenomeno normalmente in atto e converte l’energia magnetica in getti di elettroni ad alta velocità.

Ganimede (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una nuova analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Galileo della NASA durante i suoi passaggi ravvicinati a Ganimede, una delle grandi lune di Giove. Glyn Collinson del Goddard Space Flight Center della NASA e alcuni colleghi hanno riesumato il software dell’epoca per processare i dati scoprendo nuove informazioni sul suo campo magnetico, in particolare sulle sue aurore e sui fenomeni di riconnessione magnetica.

Il cielo di Gaia nella DR2 (Immagine ESA/Gaia/DPAC)

L’ESA ha pubblicato la seconda mappa tridimensionale del cielo che include la Via Lattea e le galassie vicine ottenuta dalla sonda spaziale Gaia, la più dettagliata di questo tipo mai prodotta. Questo catalogo, costruito grazie a quello che è stato chiamato Data Release 2 (DR2), amplia notevolmente la prima mappa rilasciata dall’ESA nel settembre 2016.

La sonda spaziale Gaia è stata lanciata il 19 dicembre 2013 con lo scopo di creare una mappa tridimensione di grande precisione delle stelle della Via Lattea ma anche di catalogare miliardi di altri oggetti celesti, non solo stelle ma anche galassie. Gaia aveva cominciato la sua attività scientifica nel luglio 2014, la prima mappa includeva i dati raccolti fino al settembre 2015, la DR2 include i successivi 8 mesi di osservazioni.

Ismenia Patera (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini di un cratere chiamato Ismenia Patera sul pianeta Marte catturate dalla sonda spaziale Mars Express. Il pianeta rosso è pieno di crateri ma questo è unico perché generalmente quelle formazioni sono il risultato dell’impatto di un meteorite mentre quello di Ismenia Patera potrebbe essere ciò che rimane di un supervulcano attivo quando Marte era molto giovane. Un’attività vulcanica molto violenta potrebbe aver causato la distruzione di altre tracce di un supervulcano al tempo stesso creando la strana formazione un po’ irregolare che vediamo oggi.