Sonde spaziali

In blu le RSL (recurring slope lineae) nella rete di canyon delle Valles Marineris (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research” descrive una ricerca che potrebbe aver trovato nuove tracce di acqua liquida su Marte. Un team di ricercatori guidato da Matthew Chojnacki dell’università dell’Arizona ha esaminato immagini dello strumento HiRise della sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA trovando quelle che sembrano strisce di sabbia bagnata in alcune regioni della rete di canyon delle Valles Marineris.

Un modellino della sonda spaziale Juno con un'immagine di Giove sullo sfondo (Foto NASA/Aubrey Gemignani)

La NASA ha confermato che la sonda spaziale Juno si è correttamente inserita nell’orbita del pianeta Giove. Nelle ultime ore ha compiuto una serie di manovre per raggiungere la traiettoria e la velocità corrette per essere catturata dalla gravità gioviana. I segnali radio di Juno impiegano in questo periodo circa 48 minuti per raggiungere la Terra ma alla fine è arrivata la conferma che la sonda è in orbita e i suoi pannelli solari sono correttamente puntati verso il Sole.

Il cratere Occator visto dall'alto e in vista prospettica con in rosso la massima concentrazione di carbonati (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/ASI/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una nuova ricerca sulle celebri macchie bianche nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Secondo un team guidato da Maria Cristina De Sanctis, INAF – IAPS, il minerale più abbondante è il carbonato di sodio. Si tratta di un risultato sorprendente perché si tratta di un sale che sulla Terra abbonda nelle sorgenti idrotermali e ciò rilancia l’ipotesi della presenza di acqua liquida nel sottosuolo di Cerere.

Faglie sulla superficie di Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Geophysical Research Letters” rilancia la teoria dell’esistenza di un oceano sotterraneo di acqua liquida su Plutone. Un’analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il passaggio ravvicinato del 14 luglio 2015 effettuata da Noah Hammond, graduate student alla Brown University di Providence, nel Rhode Island, negli USA, offre qualche indizio a supporto di questa sorprendente possibilità.

Gli ioni (in blu) vengono attirati dagli elettroni (in rosso) e spinti fuori dall'atmosfera (Immagine ESA–C. Carreau)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive la scoperta di un vento elettrico su Venere che accelera gli atomi ionizzati dell’idrogeno e dell’ossigeno che compongono le molecole d’acqua a una velocità tale che si disperdono nello spazio. Un team di scienziati guidato da Glyn Collinson, scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, ha analizzato i dati dello strumento ASPERA-4 della sonda spaziale Venus Express dell’ESA per scoprire questo vento generato dal campo elettrico di Venere.