Sonde spaziali

Concetto artistico del possibile aspetto di Venere due miliardi di anni fa (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca in cui modelli informatici sono stati utilizzati per simulare il possibile passato del clima sul pianeta Venere. Un team di scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA guidati da Michael Way ha concluso che forse due miliardi di anni fa su Venere c’era un oceano di acqua liquida e le condizioni sulla superficie erano favorevoli alla vita.

Un momento dell'eruzione solare del 24 luglio 2016 (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center; Joy Ng, producer/IRIS/Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory)

La NASA ha rilasciato le immagini catturate dalla sua sonda spaziale IRIS relative a una sorta di pioggia caduta sul Sole il 24 luglio 2016. Quest’evento si è verificato durante un brillamento solare di media intensità che ha determinato l’espulsione di materiale solare, plasma a temperature elevatissime che poi è ricaduto come una pioggia e per questo viene chiamato pioggia coronale o in gergo più tecnico post-flare loop.

Rappresentazione artistica dei possibili strati interni di Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla struttura interna del pianeta nano Cerere. Un team guidato da Ryan Park del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha analizzato con estrema precisione i movimenti della sonda spaziale Dawn, in orbita attorno a Cerere, per ottenere indizi che suggeriscono che sia composto di vari strati con il più denso nel suo nucleo e alcuni strati molli che ne includono di acqua ghiacciata.

Mappa visibile (sulla sinistra) e topografica (sulla destra) del pianeta nano Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca sui crateri scoperti sulla superficie del pianeta nano Cerere dalla sonda spaziale Dawn della NASA. Un team di scienziati guidato da Simone Marchi del Southwest Research Institute di Boulder (e associato INAF) sostiene che i crateri di grandi dimensioni siano in quantità inferiore al previsto e che il motivo sia che sono stati cancellati.

Vista della Mawrth Vallis (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’agenzia spaziale tedesca DLR ha pubblicato nuove fotografie della Mawrth Vallis, una grande valle su Marte in cui ci sono tracce dell’antichissima presenza di acqua liquida. Non è una sorpresa perché già da anni è nota la presenza di fillosilicati, minerali argillosi che possono esistere solo dove c’era acqua. Una vista creata usando un mosaico di nove immagino scattate dallo strumento HRSC della sonda spaziale Mars Express dell’ESA mostra Mawrth Vallis in tutto il suo splendore.