Sonde spaziali

Rappresentazione artistica di una tempesta solare mentre strappa via gas dall'atmosfera di Marte (Immagine NASA/GSFC)

Ben due riviste ospitano una serie articoli che descrivono i risultati di un anno della missione della sonda spaziale MAVEN della NASA, “Science” e “Geophysical Research Letters”. Le conclusioni sui motivi per cui Marte ha perso la maggior parte della sua atmosfera sono state anche spiegate in una conferenza stampa della NASA tenuta ieri. In poche parole, la colpa è del vento solare, che ha potuto portare via l’atmosfera grazie all’assenza di un campo magnetico protettivo trasformando un pianeta che in origine era simile alla Terra nel desolato pianeta rosso che conosciamo oggi.

Rappresentazione artistica della sonda spaziale Voyager 1 nello spazio profondo (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato su “Astrophysical Journal Letters” descrive una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Voyager 1 della NASA per capire perché certe rilevazioni fossero anomale. La Voyager 1 è entrata nello spazio interstellare nel 2012 ma i dati poco chiari avevano sollevato discussioni. Dopo circa un anno, la NASA aveva confermato l’evento ma certe caratteristiche inattese dell’area di confine del sistema solare richiedevano altri studi.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il 18 ottobre 2015 (Foto ESA/Rosetta/NavCam)

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di molecole di ossigeno nella chioma della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Si tratta di una scoperta sorprendente e non a caso è la prima volta che questa presenza viene rilevata in una cometa perché l’ossigeno molecolare è molto reattivo perciò tende a combinarsi ad esempio con l’idrogeno per formare acqua. Si tratta di ossigeno “sopravvissuto” fin dai tempi della formazione del sistema solare.

Fotografia della Mangala Valles su Marte scattata dalla sonda spaziale Mars Express (Foto ESA/DLR/FU Berlin)

L’analisi di fotografie della regione di Marte conosciuta come Mangala Valles ha portato a concludere che fu l’attività vulcanica a generare il calore che causò alluvioni catastrofici attraverso lo scioglimento di ghiacciai. Le fotografie sono state scattate dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA il 12 luglio 2015 appena a sud della valle conosciuta come Minio Vallis, una parte del sistema di canali della Mangala Valles, vicino all’equatore nell’emisfero occidentale del pianeta rosso.

L'area attorno al polo nord di Encelado con i suoi tanti crateri fotografata dalla sonda spaziale Cassini (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nei giorni scorsi la sonda spaziale Cassini ha compiuto uno dei voli più ravvicinati a Encelado, una delle lune di Saturno, passando a una distanza di circa 1.840 chilometri dalla sua superficie. Le prime foto ricevute dal centro controllo missione mostrano che il polo nord di Encelado ha molte fratture nella crosta di ghiaccio che copre questa luna ma ci sono anche crepe sottili che lo attraversano e molti crateri attorno ad esso.