Sonde spaziali

La sonda spaziale JUICE decolla su un razzo vettore Ariane 5 ECA (Immagine cortesia Arianespace)

Poco fa la sonda spaziale JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) dell’ESA è stata lanciata su un razzo vettore Ariane 5 ECA dalla base di Kourou nella Guiana Francese. Dopo circa 27 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato il lungo viaggio che la porterà nell’orbita Giove, dove condurrà la sua missione scientifica, concentrata sulle cosiddette lune ghiacciate del pianeta più grande del sistema solare: Ganimede, Europa e Callisto.

Ryugu, la sonda spaziale Hayabusa 2 e le molecole di uracile e vitamina B3

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta la scoperta di uracile, una delle basi dell’RNA, e niacina, cioè vitamina B3, nei campioni dell’asteroide Ryugu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale giapponese Hayabusa 2. Un team di ricercatori guidato da Yasuhiro Oba dell’Università giapponese di Hokkaido ha sviluppato una tecnica analitica per identificare composti in concentrazioni comprese tra le parti per miliardo e le parti per migliaio di miliardi per analizzare poco più di 5 grammi di campioni.

Un insieme di quelle che vengono chiamate super immagini che mostrano i punti vulcanici caldi di Io in diversi momenti in cui questa luna è stata oggetto di osservazioni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta la più accurata mappa finora creata dei vulcani di Io, una delle lune galileiane del pianeta Giove. Un team di ricercatori guidato da Francesca Zambon dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti dallo strumento JIRAM della sonda spaziale Juno, una missione della NASA che vede la collaborazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dell’INAF proprio per quanto riguarda JIRAM. Le rilevazioni hanno permesso di individuare 242 punti vulcanici caldi (hot spot) dei quali 23 che non erano stati rilevati in precedenza. I nuovi punti caldi sono stati individuati soprattutto nelle regioni polari, un risultato possibile grazie all’orbita di Juno.

Dune di sabbia coperte di brina su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Arizona)

Per celebrare il solstizio d’inverno sulla Terra e l’inizio dell’inverno nell’emisfero settentrionale, la NASA ha pubblicato alcune foto catturate su Marte dalla macchina fotografica HiRISE della sua sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter che mostrano come appaiono alcune aree marziane quando è inverno sul pianeta rosso. Vedere le nevicate va ancora oltre le possibilità degli strumenti disponibili ma i paesaggi ghiacciati o almeno coperti di brina mostrano alcune delle meraviglie di Marte.

L'asteroide Dimorphos e i materiali espulsi visti da LICIACube (Immagine ASI/NASA/APL)

In una conferenza stampa, la NASA ha confermato il successo della missione DART dopo aver accertato che l’orbita dell’asteroide Dimorphos è stata modificata dall’impatto della sonda spaziale. Secondo i calcoli, ora Dimorphos orbita attorno all’asteroide Didymos in 11 ore e 23 minuti mentre prima dell’impatto impiegava 11 ore e 55 minuti per ogni orbita. Il margine di errore è di circa 2 minuti e ciò indica che il successo è di gran lunga superiore a quello minimo previsto. Il monitoraggio continuerà, soprattutto da parte della mini-sonda LICIACube, per ottenere dati più precisi, anche sui materiali espulsi dopo l’impatto, le cui caratteristiche aiuteranno a capire la composizione di Dimorphos.