Telescopi

La galassia Holmberg 15A (Immagine cortesia Juan P. Madrid & Carlos J. Donzelli)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un buco nero ultramassiccio al centro della galassia Holmberg 15A, una galassia ellittica supergigante che costituisce il membro centrale dominante dell’ammasso galattico Abell 85. Un team di astronomi guidati da Kianusch Mehrgan del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics a Garching bei München, in Germania, ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare quella galassia stimando che la massa di quel buco nero è di circa 40 miliardi di volte quella del Sole.

Rappresentazione del getto di un lampo gamma come GRB 190114C (Immagine cortesia Kitty Yeung)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio su un lampo gamma catalogato come GRB 190114C e rilevato dal satellite Swift della NASA e dai telescopi MAGIC alle Canarie. Il professor Evgeny Derishev e il professor Tsvi Piran hanno messo assieme i dati di queste rilevazioni, che riguardano fotoni a energie molto diverse, concludendo che le radiazioni rilevate devono aver avuto origine in un getto che si muoveva a una velocità di circa il 99,99% di quella della luce. Si tratta di emissioni cosiddette ultraenergetiche a livelli di Teraelettronvolt (TeV) e il meccanismo di origine sarebbe l’effetto Compton inverso mentre emissioni di fotoni meno energetici sarebbe originato da radiazione di sincrotrone.

Il sistema di Gl 357 (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Chris Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa GJ 357. Un team di ricercatori guidato da Rafael Luque dell’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie ha identificato l’esopianeta più interno, chiamato GJ 357 b, grazie alle osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA mentre gli altri due, chiamati GJ 357 c e GJ 357 d, sono stati scoperti usando il metodo della velocità radiale grazie a dati raccolti in vent’anni di osservazioni di vari telescopi al suolo. I tre esopianeti potrebbero essere tutti rocciosi e il più esterno rientra nell’area abitabile del suo sistema stellare.

Rappresentazione delle caratteristiche principali degli esopianeti del sistema TOI 270 (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Scott Wiessinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di tre esopianeti nel sistema della nana rossa indicata nella ricerca come TOI (Tess Object of Interest) 270 perché è stata studiata utilizzando il telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di una super-Terra e di due mini-Nettuno, tutti con orbite molto vicine alla loro stella. Un team di ricercatori che ne include due dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino, Frosinone, ha usato osservazioni compiute da TESS e successive osservazioni mirate di altri telescopi per confermare l’esistenza dei tre esopianeti e fornire alcune stime delle loro caratteristiche, utili anche perché i due mini-Nettuno potrebbero fornire informazioni per capire i meccanismi di formazione di pianeti di quel tipo ma anche di quelli rocciosi.

Rappresentazione artistica di pianeta gassoso in un sistema binario (Immagine NASA/JPL-Caltech/T. Pyle)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di un esopianeta gassoso nel sistema binario DS Tuc grazie all’uso del telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di astronomi coordinato dal Dartmouth College del New Hampshire, USA, che ha coinvolto anche l’Osservatorio astronomico di Campo Catino di Frosinone, ha condotto questa ricerca sull’esopianeta chiamato DS Tuc Ab, che ha un’età stimata di circa 45 milioni di anni, una sorta di preadolescente. Ha completato la sua crescita ma è ancora in una fase in cui avvengono cambiamenti, tutte informazioni utili per capire la formazione e l’evoluzione dei pianeti.