Telescopi

KIC 8462852 agli infrarossi e agli ultravioletti (Immagine: IPAC/NASA per gli infrarossi, STScI (NASA) per gli ultravioletti)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive i risultati di nuove osservazioni della stella KIC 8462852, comunemente conosciuta come stella di Tabby o al limite stella di Boyajian. Un team di astronomi guidato da Tabetha S. Boyajian, l’astronoma che nel 2015 si rese conto che la sua luminosità cambiava rapidamente, calando fino al 20% nel giro di qualche giorno, ha condotto una ricerca possibile grazie a un finanziamento ottenuto tramite una campagna su Kickstarter. Le conclusioni confermano la teoria della polvere che oscura la stella, in particolare a certe frequenze.

Centaurus A

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’influenza dei buchi neri supermassicci sulla formazione stellare nelle grandi galassie. Un team di ricercatori ha analizzato quel meccanismo di feedback concludendo che c’è una correlazione tra la massa di quei buchi neri e l’effetto di inibizione della formazione di nuove stelle.

Concetto artistico del sistema di TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca che cerca di fornire una stima delle possibilità per i 7 pianeti del sistema della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1 di mantenere un’atmosfera. Un team di ricercatori ha creato simulazioni che tenessero conto delle caratteristiche del vento stellare di TRAPPIST-1 e della possibile velocità a cui l’atmosfera dei pianeti verrebbe strappata via da esso. La conclusione è che i due pianeti più esterni potrebbero mantenere un’atmosfera per miliardi di anni.

Rappresentazione artistica della stella K2-106 e dei suoi due pianeti (Immagine cortesia TNG / Vincenzo Guido, Emilio Molinari)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive lo studio di due super-Terre nel sistema della stella K2-106. Un team di astronomi guidati da Eike W. Guenther dell’Osservatorio statale della Turingia di Tautenburg, in Germania che include tre membri del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, ha usato vari telescopi tra cui il Telescopio nazionale Galileo (TNG) alle Canarie per raccogliere i dati necessari a determinare le caratteristiche dei due esopianeti. La conclusione è che sono entrambi più grandi della Terra ma uno è insolitamente denso mentre l’altro ha una densità decisamente inferiore.

L'ammasso galattico RCS2 J2327 (Immagine ESO & ESA/Hubble & NASA)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca sull’ammasso galattico RCS2 J2327-0204, o semplicemente RCS2 J2327. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni effettuate con lo strumento HAWK-I installato sul VLT (Very Large Telescope) e con lo strumento ACS del telescopio spaziale Hubble per misurare le distorsioni causate dagli effetti di lente gravitazionale dell’ammasso stimando la sua massa in circa 2 milioni di miliardi di volte quella del Sole.