Telescopi

La pulsar PSR J0523-7125 nel quadratino vista da MeerKAT (Immagine cortesia Yuanming Wang)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di una pulsar catalogata come PSR J0523-7125, la pulsar più luminosa scoperta al di fuori della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Tara Murphy dell’università australiana di Sydney che include Alessandro Ridolfi dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Cagliari ha usato una nuova tecnica basata sull’analisi della polarizzazione della luce emessa dalla pulsar per identificarla tra le osservazioni condotte con il radiotelescopio ASKAP. La polarizzazione è stata cruciale nell’identificazione perché ha reso possibile capire che la luce veniva da una pulsar e non da un oggetto di un altro tipo.

Le galassie NGC 1385, NGC 1566, NGC 3344 e NGC 6503

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio condotto su 108 galassie che contengono ammassi nucleari stellari alla ricerca di buchi neri di massa intermedia. Un team di ricercatori ha usato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per cercare le tracce di questo tipo di buco nero che finora è stato davvero elusivo. In 29 di queste galassie hanno trovato emissioni che ritengono provenienti da questo tipo di buco nero e tracce della distruzione di migliaia di stelle. Ciò fa pensare che i buchi neri di massa intermedia crescano divorando stelle.

Il Gruppo Compatto di Hickson 40

Il 25 aprile 2022 cadrà il 32° anniversario della messa in orbita del telescopio spaziale Hubble e per celebrarlo NASA ed ESA hanno pubblicato immagini di un quintetto di galassie conosciuto come il Gruppo Compatto di Hickson 40 (in inglese Hickson Compact Group 40, HCG 40). Questo gruppo formato da tre galassie a spirale, una galassia ellittica e una galassia lenticolare è interessante per una serie di motivi tra i quali il fatto che nel giro di circa un miliardo di anni dovrebbero scontrarsi e cominciare a fondersi.

GNz7q con il probabile precursore di un buco nero supermassiccio in rosso

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un possibile precursore di un buco nero supermassiccio nell’universo primordiale. Un team di ricercatori che include ricercatrici del Dipartimento di fisica della Sapienza e dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha scoperto l’oggetto catalogato come GNz7q nei dati dell’indagine GOODS condotta combinando osservazioni effettuate con diversi telescopi. Dalla Terra, vediamo GNz7q com’era circa 750 milioni di anni dopo il Big Bang e le sue emissioni possono essere spiegate solo in parte con una notevole formazione stellare. La conclusione è che probabilmente c’è un buco nero supermassiccio che sta crescendo tra le polveri che permeano il nucleo di una galassia primordiale e nel corso del tempo diventerà un quasar, un tipo di nucleo galattico attivo estremamente luminoso.

Concetto artistico di RS Ophiuchi con la nana bianca che ruba gas alla compagna (Immagine cortesia DESY/H.E.S.S., Science Communication Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio della nova ricorrente conosciuta come RS Ophiuchi basato sulle rilevazioni dei raggi gamma emessi dall’ultima esplosione avvenuta sulla nana bianca parte della coppia. I ricercatori della Collaborazione MAGIC hanno esaminato i dati raccolti dai telescopi MAGIC concludendo che esplosioni di quel tipo generano una parte dei raggi gamma presenti nella Via Lattea.