Telescopi

Immagine composita di G344.7-0.1 (X-ray: NASA/CXC/Tokyo Univ. of Science/K. Fukushima, et al.; IR: NASA/JPL/Spitzer; Radio: CSIRO/ATNF/ATCA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui resti di supernova catalogati come G344.7-0.1. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico per studiare le conseguenze di una supernova di tipo Ia, l’esplosione di una nana bianca che ha raggiunto una massa critica dopo aver rubato gas a una compagna. Questi resti possono mostrare in particolare gli effetti di quello che viene chiamato shock inverso e offrire nuove informazioni per capire meglio queste supernove, importanti nella creazione di elementi come il ferro, i quali vengono sparsi nello spazio interstellare.

Infografica della presenza di vapore acqueo su Europa (Immagine ESA/Hubble, J. da Silva)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta la rilevazione di una presenza stabile di vapore acqueo nell’atmosfera di Europa, una delle lune di Giove. Lorenz Roth del Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma, in Svezia, ha usato osservazioni ultraviolette condotte con il telescopio spaziale Hubble tra il 1999 e il 2015 per dedurre la presenza di vapore acqueo. La sua presenza sembra essere persistente solo in un emisfero di Europa, quello opposto alla direzione di moto della luna nella sua orbita.

Concetto artistico di nana rossa che interagisce magneticamente con un pianeta (Immagine cortesia Danielle Futselaar (artsource.nl))

Due articoli – uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” – riportano diversi aspetti della scoperta di emissioni di onde radio da parte di 19 nane rosse delle quali almeno 4 potrebbero essere originate dall’interazione con pianeti sconosciuti. Questo studio è basato su rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR per esaminare l’attività magnetica stellare di 19 nane rosse. Emissioni radio sono state rilevate anche da stelle antiche e inattive dal punto di vista magnetico. Anche dati raccolti dal telescopio spaziale TESS della NASA sono stati aggiunti per avere un quadro più completo di quell’attività. La spiegazione più probabile è che vi sia un’interazione con il campo magnetico di pianeti che però non sono stati rilevati.

L'Oggetto di Hamilton visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una soluzione a un mistero astronomico riguardante due galassie che sembravano l’immagine speculare l’una dell’altra e sono risultate essere due immagini della stessa galassia separate a causa di una lente gravitazionale. Un team di ricercatori guidato da Richard Griffiths dell’Università delle Hawaii a Hilo ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per ottenere informazioni sufficienti a capire la natura di quello che è stato chiamato Oggetto di Hamilton perché scoperto dall’astronomo Timothy Hamilton. Nel frattempo, una terza immagine della galassia era stata scoperta, visibile in un’altra area del cielo sempre grazie alla lente gravitazionale.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’esopianeta WASP-76b, un gioviano ultracaldo dove le condizioni potrebbero essere perfino più infernali di quanto si pensasse. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Gemini Nord per studiare WASP-76b, il caso che inaugura un progetto di mappatura di atmosfere planetarie alla Cornell University all’interno dell’indagine ExoGemS (Exoplanets with Gemini Spectroscopy Survey). La scoperta di calcio ionizzato in abbondanza indica che la temperatura nell’atmosfera è molto più alta rispetto alle stime precedenti o ci sono venti molto