Telescopi

Il disco protoplanetario nel sistema triplo di GW Orionis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul sistema triplo di GW Orionis, o semplicemente GW Ori, che sostiene che c’è almeno un esopianeta, che sarebbe il primo conosciuto che orbita attorno a tre stelle. Un team di ricercatori guidato da Jeremy Smallwood dell’Università del Nevada a Las Vegas ha esaminato le osservazioni degli anelli del disco protoplanetario di GW Ori condotte con il radiotelescopio ALMA. L’obiettivo era cercare di stabilire la causa della presenza di una regione vuota all’interno di uno di essi e la conclusione è che uno o più esopianeti si sono formati o si stanno formando.

Illustrazione artistica che confronta le dimensioni di Terra, TOI-1634b e TOI-1685b (Immagine cortesia Astrobiology Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio su due super-Terre “nude” in quanto prive di un’atmosfera primordiale. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Subaru e altri strumenti per uno studio mirato su due candidati esopianeti scoperti dal telescopio spaziale TESS della NASA e classificato come TOI-1634b e TOI-1685b. Entrambi i candidati sono stati confermati e hanno mostrato alcune caratteristiche in comune dato che si tratta di super-Terre che orbitano molto vicine alle loro stelle, entrambe nane rosse, prive di un’atmosfera primordiale. Il loro studio aiuterà a capire l’evoluzione delle atmosfere di pianeti rocciosi caldi.

La Grande Macchia Rossa con i cerchi verdi che indicano le aree dove sono state rilevate le variazioni delle velocità dei venti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta uno studio sui cambiamenti avvenuti nei venti presenti nella celebre Grande Macchia Rossa sul pianeta Giove. Un team di ricercatori ha analizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble tra il 2009 e il 2020 per concludere che i venti nella zona esterna della Grande Macchia Rossa stanno accelerando. Al contrario, i venti vicini alla regione più interna della colossale tempesta gioviana stanno rallentando.

Alcune galassie galassie dell'ammasso della Fornace viste dalla DECam

Un’immagine catturata dalla Dark Energy Camera (DECam) mostra alcune galassie dell’ammasso della Fornace. Le galassie NGC 1399 e NGC 1404 sono due delle più luminose dell’ammasso e la loro gravità le sta facendo avvicinare al punto che potrebbero esserci già delle interazioni. La galassia nana irregolare NGC 1427A, nell’angolo sinistro nell’immagine in alto, sta subendo ancor di più l’attrazione gravitazionale dell’ammasso e si sta spostando verso il suo cuore. Secondo gli astronomi finirà per essere distrutta in un futuro lontano milioni di anni.

L'Anello Fuso visto da Hubble (Immagine Anastasio Díaz-Sánchez (Universidad Politécnica de Cartagena))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’anello di Einstein soprannominato Anello Fuso per il suo aspetto “liquido” e perché è stato individuato nella costellazione della Fornace. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble e con lo strumento FORS 2 sul VLT in Cile dell’oggetto formalmente classificato come GAL-CLUS-022058s per studiare le sue caratteristiche fisiche. L’anello è in realtà una galassia la cui luce è stata distorta da una lente gravitazionale e, secondo le conclusioni dello studio, è lontana circa 9,4 miliardi di anni luce dalla Terra.