Telescopi

Una degli esopianeti con il divario del raggio (Gap) e i possibili meccanismi che fanno rimpicciolire i mini-Nettuno fino a trasformarli in super-Terre

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sulla scarsità di esopianeti con un raggio tra 1,5 e 2 volte quello della Terra. Un team di ricercatori guidato da Trevor David del Flatiron Institute di New York ha studiato quello che viene chiamato in gergo divario del raggio usando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Dividendo gli esopianeti studiati tra quelli più vecchi di 2 miliardi di anni e quelli più giovani l’esame offre nuove informazioni a conferma della teoria che i subnettuniani possono perdere gran parte della loro atmosfera trasformandosi in super-Terre anche dopo miliardi di anni.

Rappresentazione artistica dell’espansione dell’universo nel corso della sua storia (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un calcolo della velocità di espansione dell’universo basata sulle supernove di tipo Ia. Un team di ricercatori guidato dalla professoressa Maria Giovanna Dainotti ha usato un campione di 1048 supernove che hanno distanze molto diverse dalla Terra dividendole in gruppi basati sulla loro distanza. I valori ottenuti sono decrescenti partendo dalle supernove più vicine e quelli ottenuti usando le supernove più lontane si avvicinano al valore basato sulla radiazione cosmica di fondo.

Il sistema di TOI-269 visto da TESS

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la conferma da parte di un team di ricercatori guidato da Marion Cointepas dell’esopianeta TOI-269 b, un subnettuniano che orbita attorno a una nana rossa scoperto grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Si tratta di un subnettuniano caldo perché il suo anno dura solo 3,7 giorni terrestri dato che è molto vicino alla sua stella. Non è certo il primo caso del genere ma questo è interessante perché le stime delle sue caratteristiche indicano che è vicino ai confini tra subnettuniani a super-Terre. La perdita dell’atmosfera con la trasformazione da subnettuniano a super-Terra è un caso studiato solo in teoria e TOI-269 b potrebbe fornire informazioni utili a capire questo processo.

I 118 ammassi galattici del programma CHEX-MATE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta un riassunto dei lavori del programma CHEX-MATE (Cluster HEritage project with XMM-Newton – Mass Assembly and Thermodynamics at the Endpoint of structure formation) che include uno studio di un campione di 118 ammassi galattici selezionati attentamente. La collaborazione CHEX-MATE ha osservato quegli ammassi galattici con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA in un programma di osservazioni della durata totale di 3 milioni di secondi.

Viste della supernova 2019yvr e della probabile stella progenitore

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sulla supernova di tipo Ib catalogata come 2019yvr e sulla stella progenitore, che è avvolta da strati di idrogeno che non ci si aspetta in quel tipo di supernova. Un team di ricercatori guidato da Charles Kilpatrick, postdoc alla Northwestern University, ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble poco più di due anni e mezzo prima della supernova per esaminare la stella progenitore, una supergigante gialla con caratteristiche ben diverse da quelle che generalmente generano una supernova di tipo Ib. Una possibilità riguardante l’idrogeno mancante nella supernova è che sia stato strappato a questa stella da una compagna.