Un grafico con la zona abitabile conservativa illustrata dalla fascia arancione ed ellissi che illustrano la fascia abitabile estesa proposta da questo studio.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio sulla zona abitabile che va oltre quella chiamata conservativa perché basata su premesse rigide. L’astrofisico Amri Wandel dell’Università ebraica di Gerusalemme si è concentrato sull’esame delle condizioni esistenti in sistemi di stelle di piccola massa, le nane arancioni, di classe K, e le nane rosse, di classe M. Lo studio ha considerato in particolare i pianeti in rotazione sincrona con le loro stelle.

Amri Wandel ha condotto un’analisi condotta utilizzando modelli climatici in cui viene considerato il trasporto globale del calore, dell’effetto serra e dell’albedo. Tutto ciò l’ha portato a concludere che queste stelle possono ospitare pianeti potenzialmente abitabili da forme di vita simili a quelle terrestri che orbitano fuori dalla zona abitabile conservativa.

La capsula della navicella spaziale Shenzhou 20 dopo l'atterraggio (Foto cortesia Xinhua/Li Zhipeng)

Poche ore fa la navicella spaziale Shenzhou 20 è atterrata dopo aver trascorso 270 giorni attraccata alla stazione spaziale cinese Tiangong, dov’era arrivata il 24 aprile 2025, con a bordo tre taikonauti: Chen Dong, Chen Zhongrui e Wang Jie. La Shenzhou 20 aveva lasciato la stazione circa nove ore prima ed è atterrata in un sito chiamato Dongfeng nella regione autonoma cinese della Mongolia Interna. I tre taikonauti erano tornati sulla Terra il 14 novembre 2025 sulla navicella spaziale Shenzhou 21 perché la Shenzhou 20 aveva riportato piccole fratture a una finestra in seguito all’impatto di quello che probabilmente era un detrito spaziale ed è stata ritenuta insicura per il trasporto umano. Nonostante ciò, l’ispezione preliminare ha mostrato che la Shenzhou 20 è generalmente in buono stato.

La navicella spaziale Crew Dragon Endeavour recuperata alla fine della missione Crew-11 (Immagine NASA)

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Endeavour di SpaceX ha concluso la sua missione Crew-11, o SpaceX Crew-11, per conto della NASA ammarando senza problemi. A bordo c’erano gli astronauti Zena Cardman, Michael Fincke e Kimiya Yui e il cosmonauta Oleg Platonov, che avevano raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 2 agosto 2025 e hanno fatto parte della Expedition 73/74. I membri della Crew-11 hanno terminato l’undicesima missione regolare con equipaggio di SpaceX nell’Oceano Pacifico, al largo della California. La Crew Dragon aveva lasciato la Stazione circa 11 ore prima.

La missione Crew-11 è terminata con qualche settimana di anticipo in quella che è stata definita un’evacuazione medica a causa di una situazione medica riguardante uno dei membri dell’equipaggio. Per motivi di privacy non sono stati resi noti dettagli, a cominciare dall’identità della persona che ha manifestato il problema di salute.

Il razzo vettore Falcon 9 decolla nella missione Twilight (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa un razzo vettore Falcon 9 è stato lanciato dalla base di Vandenberg nella missione chiamata Twilight in cui un totale di 40 satelliti è stato messo in orbita in varie fasi. Circa due ore e venti minuti dopo il lancio, l’ultimo gruppo dei satelliti è stato rilasciato dall’apposito sistema di SpaceX. Tra di essi c’erano il telescopio spaziale Pandora della NASA e i nanosatelliti BlackCAT e SPARCS, entrambi di classe CubeSat con dimensioni 30x20x10 centimetri, parte della CubeSat Launch Initiative della NASA. Questi satelliti condurranno le loro rilevazioni astronomiche dall’orbita terrestre bassa.

L'area di Cloud-9 (Immagine NASA, ESA. G. Anand (STScI), and A. Benitez-Llambay (Univ. of Milan-Bicocca); Image processing: J. DePasquale (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di quella che è stata soprannominata Cloud-9, che può essere definita una galassia fallita. Un team di astronomi ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio FAST per individuare quello che sembra un nuovo tipo di oggetto astronomico e successive osservazioni mirate con il telescopio spaziale Hubble, il Green Bank Telescope (GBT) e il Very Large Array (VLA) per confermare l’esistenza del primo oggetto di questo tipo identificato con ragionevole certezza.

Tecnicamente definita come reionization-limited H i cloud (RELHIC), Cloud-9 è una nube di gas senza stelle che dovrebbe essere composta di materia oscura riempita di gas idrostatico in equilibrio termico con il sottofondo cosmico ultravioletto. Cloud-9 aiuterà a mettere alla prova modelli cosmologici riguardanti la materia oscura.