Blue Origin

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Concetto artistico della base lunare (Immagine NASA)

Nel corso della giornata di ieri, la NASA ha tenuto l’evento che ha chiamato Ignition, composto da una serie di annunci riguardanti il proprio programma spaziale. Diversi annunci erano attesi da parte del nuovo amministratore Jared Isaacman e da altri dirigenti dell’agenzia in connessione con il programma Artemis per capire le intenzioni dell’agenzia riguardo al ritorno di astronauti sulla Luna. Da questo punto di vista, l’intenzione che è stata annunciata è di accelerare il ritmo delle missioni per poter riuscire anche a costruire una base permanente sulla Luna. In questa nuova visione, il progetto del Lunar Gateway potrebbe essere abbandonato, anche se ufficialmente rimane rilevante a lungo termine.

Anche il programma riguardante le missioni verso Marte è stato parte dell’evento. In questo caso, c’è stata la presentazione della missione Space Reactor-1 Freedom (SR-1 Freedom), da condurre utilizzando una navicella spaziale a propulsione nucleare elettrica da lanciare nel dicembre 2028. A bordo dovrebbe esserci un gruppo di elicotteri Skyfall che hanno lo scopo di continuare l’esplorazione del pianeta rosso.

Le sonde gemelle ESCAPADE decollano su un razzo vettore New Glenn (Immagine cortesia Blue Origin)

Poche ore fa le sonde gemelle ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA sono state lanciate su un razzo vettore New Glenn di Blue Origin, che ha compiuto la sua missione chiamata NG-2. Un obiettivo per Blue Origin consisteva nell’atterraggio del primo stadio, che è riuscito perfettamente poco più di 9 minuti dopo il lancio. Dopo circa 33 minuti, le sonde, chiamate Blue e Gold, si sono regolarmente separate dal secondo stadio del razzo e hanno cominciato un lungo viaggio che le porterà fino a Marte per studiarne la magnetosfera e l’impatto del Sole sul pianeta rosso.

Il razzo vettore New Glenn decolla nella missione NG-1 (Immagine cortesia Blue Origin)

Poco fa il razzo vettore New Glenn di Blue Origin è stato lanciato nella sua missione inaugurale, chiamata NG-1. Per l’occasione, trasportava un prototipo del Blue Ring, una piattaforma spaziale che ha lo scopo di trasportare carichi da mettere in orbita, anch’essa in fase di sviluppo da parte di Blue Origin. Il secondo stadio ha funzionato correttamente e il Blue Ring si è separato raggiungendo l’orbita prevista. L’obiettivo secondario consisteva nell’atterraggio del primo stadio, che però non è riuscito.

Il razzo vettore Vulcan al decollo (Immagine cortesia NASA TV)

Poco fa il razzo vettore Vulcan della ULA è partito per la sua missione inaugurale, formalmente indicata come CERT-1. Per l’occasione, trasportava il lander lunare Peregrine di Astrobotic Technology, che si è separato dallo stadio del razzo chiamato Centaur dopo circa 50 minuti. Anche una capsula contenente ceneri di vari personaggi famosi è stata lanciata in un’orbita eliocentrica. Il Centaur ha continuato la sua missione con diverse accensioni e spegnimenti del suo motore fino a uscire dall’orbita terrestre, prevista dopo poco meno di quattro ore e mezza dal lancio.

Il razzo New Shepard al decollo nel volo NS-18 (Immagine cortesia Blue Origin)

Nella giornata di ieri, Blue Origin ha condotto il secondo volo del suo razzo New Shepard con equipaggio, che includeva l’attore William Shatner, celebre soprattutto per il ruolo di James Kirk nella saga di “Star Trek”. Il razzo è decollato dallo spazioporto dell’azienda a Van Horn, Texas, e dopo circa 3 minuti la navicella chiamata “RSS First Step” si è separata dal razzo ed è arrivata a circa 107 chilometri di altitudine, oltre i 100 chilometri della Linea di Kármán che ufficialmente segna il confine con lo spazio. Sia il razzo, che è composto da un singolo stadio, che la navicella, sono riutilizzabili perciò entrambi sono atterrati alla fine del volo.