ESO

Giove visto agli infrarossi dal VLT (Immagine ESO/L. Fletcher)

All’incontro nazionale di astronomia della Royal Astronomical Society del Regno Unito in svolgimento a Nottingham sono state presentate nuove immagini agli infrarossi del pianeta Giove ottenute con lo strumento VISIR installato sul VLT dell’ESO. Esse aiuteranno a capire meglio l’atmosfera di Giove in occasione dell’arrivo della sonda spaziale Juno della NASA, previsto per il 4 luglio 2016.

Rappresentazione artistica di stelle che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (Immagine ESO/L. Calçada)

L’ESO ha comunicato il successo della prima osservazione effettuata utilizzando il nuovo strumento GRAVITY montato sul VLT (Very Large Telescope). Esso è operativo su tutti i quattro telescopi UT da 8,2 metri del VLT e i test di osservazione di una regione vicina al centro della Via Lattea mostrano che sta funzionando in maniera eccellente per fornire osservazioni di elevata qualità.

La nebulosa LHA 120-N55 fotografata con il VLT (Foto ESO)

L’ESO ha pubblicato nuove fotografie della nebulosa LHA 120-N55, generalmente chiamata semplicemente N55, scattate con il VLT (Very Large Telescope). Si tratta di una nebulosa a emissione situata dentro una cosiddetta superbolla chiamata LMC 4 e ha un alone che nelle immagini ha vari colori come un mantello che adorna stelle di recente formazione ed è composto di gas rimasto dopo che la maggior parte è stata assorbita da quelle stelle.

Concetto artistico della stella TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti visti da uno di essi (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di una sistema solare con tre pianeti rocciosi che orbitano attorno alla stella TRAPPIST-1, una nana ultra-fredda veramente piccola. Un team guidato da Michaël Gillon dell’Institut d’Astrophysique et Géophysique dell’Università di Liegi, in Belgio, ha scoperto questi pianeti con dimensioni e temperature superficiali simili a quelle della Terra usando il telescopio TRAPPIST all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile.

Rappresentazione artistica della cometa C/2014 S3 (PANSTARRS) (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive una ricerca sulla cometa C/2014 S3 (PANSTARRS), che si è preservata nella nube di Oort per miliardi di anni mantenendo quasi le stesse caratteristiche che aveva al momento della sua formazione. La particolarità è che essa sembra essere composta degli stessi materiali delle aree interne del sistema solare perciò è una sorta di fossile dei tempi della formazione della Terra.