Galassie

La galassia M74 in una vista combinata a frequenze ottiche e infrarosse viste rispettivamente dai telescopi spaziali Hubble e Webb

L’ESA ha pubblicato immagini della galassia M74, soprannominata la Galassia Fantasma, catturate dai telescopi spaziali Hubble e James Webb con l’aggiunta di una combinazione tra di esse. Si tratta di una sinergia che sfrutta la sensibilità alle frequenze ottiche di Hubble e la sensibilità alle frequenze infrarosse di Webb. Ciò permette di apprezzare diversi dettagli di una galassia a spirale che è visibile praticamente di faccia rispetto alla Terra e quindi un eccellente oggetto di studi. Combinare osservazioni ottenute con strumenti che lavorano in bande elettromagnetiche diverse è importante e anche in questo tipo di studi Webb comincia a mostrare i grandi risultati che può offrire.

La galassia nana NGC 1156 vista da Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA, R. B. Tully, R. Jansen, R. Windhorst)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae la galassia nana NGC 1156, un oggetto davvero unico perché si tratta di una galassia nana irregolare che ha varie caratteristiche che appartengono a diverse classi di galassie. Tipicamente, le galassie fuori dal normale sono il frutto di interazioni o di fusioni, le quali a volte sono ancora in atto e offrono la possibilità di vedere le forme delle galassie originali. NGC 1156 è tra le altre cose una galassia isolata e ciò significa che non ci sono altre galassie nelle vicinanze che possano influenzarne la forma con una forza di gravità molto superiore.

NGC 1427A, una delle galassie nane dell'ammasso della Fornace che sembrano prive di aloni di materia oscura (Immagine ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati di uno studio della distribuzione e della morfologia delle galassie nane dell’ammasso della Fornace che conclude che esse sono prive di aloni di materia oscura. Un team di ricercatori coordinato dall’Università tedesca di Bonn e dall’Università scozzese di Saint Andrews ha esaminato quelle galassie nane per verificare quanto siano perturbate dalle maree gravitazionali generate da galassie vicine.

La galassia Ruota di Carro vista dal telescopio spaziale James Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, STScI)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra la galassia Ruota di Carro in dettagli superiori a quelli ottenuti in passato con altri telescopi. Una combinazione degli strumenti NIRCam e MIR di Webb ha permesso di individuare singole stelle e regioni di formazione stellare offrendo anche nuove informazioni sul comportamento del buco nero supermassiccio all’interno di questa galassia peculiare. Si tratta di un nuovo aiuto nello studio dei cambiamenti in atto in quella che molto probabilmente è la conseguenza di una collisione tra due galassie diverse con una trasformazione ancora in atto.

Una rappresentazione artistica della combinazione tra le osservazioni ottenute nell'indagine HSC-SSP e i dati della radiazione cosmica di fondo rilevati dalla sonda spaziale Planck Surveyor

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” riporta i risultati di un’analisi della distribuzione della materia oscura attorno a un milione e mezzo di galassie primordiali. Un team di ricarcatori guidato da Hironao Miyatake dell’Università giapponese di Nagoya ha usato osservazioni condotte con il telescopio Subaru e ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor per rilevare la distorsione del fondo cosmico a microonde.

I risultati di questo studio mostrano le fluttuazioni nella distribuzione della materia oscura nell’universo primordiale che hanno portato a disomogeneità nell’aggregazione della materia ordinaria che ha formato le galassie. Quell’aggregazione è inferiore a quanto previsto dal modello Lambda-CDM, quello che attualmente descrive meglio le osservazioni. L’incertezza risiede nella difficoltà di ottenere risultati precisi nell’esame di galassie molto lontane.