Galassie

La prima immagine di campo profondo (First Deep Field) di Webb (Immagine NASA, ESA, CSA, and STScI)

La NASA ha pubblicato le prime immagini ufficiali catturate dal telescopio spaziale James Webb. La presentazione è stata compiuta in collaborazione con l’ESA e la CSA (Canadian Space Agency), le altre agenzie spaziali che lavorano assieme alla NASA al progetto e alla sua gestione. Ieri sera il presidente degli USA Joe Biden aveva presentato personalmente l’immagine in alto, la prima immagine di campo profondo (First Deep Field) di Webb che include l’ammasso galattico SMACS 0723 in anteprima, a dimostrazione dell’importanza di questo telescopio spaziale.

La galassia CGCG 396-2 (Immagine ESA/Hubble & NASA, W. Keel)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia CGCG 396-2, fuori dal normale grazie ai suoi tanti bracci. Si tratta di una galassia diventata oggetto di interesse da parte del progetto Galaxy Zoo, uno dei progetti astronomici che coinvolgono il pubblico, in questo caso per classificare galassie osservate da vari telescopi. CGCG 396-2 è stata selezionata per osservazioni mirate con Hubble, il cui strumento ACS ha permesso di esaminare i bracci che hanno una configurazione fuori dal normale perché c’è una fusione galattica in atto e di conseguenza una forma inusuale che sta cambiando nel tempo.

La galassia nana ultra-debole Pegasus V

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta l’identificazione di una galassia nana ultra-debole che è stata chiamata Pegasus V vicina alla galassia di Andromeda. Un team di ricercatori ha condotto osservazioni mirate in seguito alla scoperta fatta da un astrofilo e, usando lo strumento GMOS montato sul telescopio Gemini Nord alle Hawaii ha potuto confermare l’esistenza di una galassia nana ultra-debole, piccola e con una luminosità molto limitata. Un risultato interessante delle osservazioni è la presenza molto limitata di elementi più pesanti di idrogeno ed elio, una scoperta che ha portato a concludere che si tratti di una sorta di fossile di una galassia primordiale.

Uno dei sistemi stellari nell'ammasso della Vergine visto dal telescopio spaziale Hubble (Immagine cortesia Michael Jones)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione alla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di sistemi di stelle che sono perfino più piccoli di una galassia nana e sono isolati da qualsiasi normale galassia. Un team di ricercatori ha esaminato un catalogo di nubi di gas trovate in un’indagine precedente alla ricerca di nuove galassie scoprendo piccoli gruppi che contengono soprattutto giovani stelle blu sparse in modo irregolare all’interno dell’ammasso galattico della Vergine. Si tratta di casi analoghi a quello catalogato come SECCO 1, scoperto sempre nell’ammasso della Vergine e riportato in un articolo pubblicato nel febbraio 2018 sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. La scoperta di altri gruppi di quel tipo potrà aiutare a capirne l’origine.

Infografica che mostra i vari sottoinsiemi di dati riguardanti un totale di circa 1.800.000.000 stelle osservate dalla sonda spaziale Gaia

L’ESA ha pubblicato la terza mappa tridimensionale del cielo che include la Via Lattea e le galassie vicine ottenuta dalla sonda spaziale Gaia, la più dettagliata di questo tipo mai prodotta. Questo catalogo, costruito grazie a quello che è stato chiamato Data Release 3 (DR3), amplia notevolmente le precedenti mappe rilasciate dall’ESA negli anni scorsi. Alcune incertezze riguardanti l’elaborazione dei dati, causate anche dall’inizio della pandemia, hanno portato l’ESA a pubblicare un’anticipazione della DR3 chiamata EDR3 (Early Data Release 3) il 3 dicembre 2020.