Galassie

Il processo che è stato definito di nutrimento nucleare del buco nero supermassiccio della galassia NGC 1566

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul processo di alimentazione del buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1566. Un team di ricercatori guidato da Almudena Prieto dell’Instituto di Astrofísica delle Canarie (IAC) ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble, il VLT e il radiotelescopio ALMA in Cile per riuscire a visualizzare filamenti di polvere interstellare che si separano e successivamente si dirigono verso il buco nero supermassiccio, a cui si avvicinano in una traiettoria a spirale che alla fine li porta a essere inghiottiti. Quei filamenti potrebbero oscurare il centro di molte galassie con nuclei galattici attivi.

Andromeda vista dal Sardinia Radio Telescope a 6,6 GHz

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia di Andromeda basato sulla migliore immagine catturata a microonde. Un team di ricercatori coordinato dal professor Elia Battistelli del dipartimento di fisica della Sapienza ha usato il Sardinia Radio Telescope (SRT) e la sua possibilità di lavorare a elevate frequenze radio per creare una mappa di Andromeda a 6,6 GHz, una frequenza rilevata per la prima volta che colma una lacuna negli studi della galassia considerata una sorta di sorella della Via Lattea. Ciò ha aiutato a capire meglio i processi in atto all’interno di Andromeda individuando le aree di formazione stellare.

Una mappa ottenuta dall'indagine GLOSTAR con un segmento del disco della Via Lattea

Quattro articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riportano vari aspetti della mappatura del piano galattico settentrionale, che ha portato tra le altre cose alla scoperta di nuove aree di formazione stellare nella Via Lattea. Molti ricercatori hanno collaborato all’analisi di dati raccolti all’interno dell’indagine GLOSTAR, che ha proprio lo scopo di esaminare regioni di formazione stellare all’interno della galassia usando osservazioni dei radiotelescopi VLA ed Effelsberg. I dati hanno permesso di ottenere le mappe più dettagliate del piano galattico settentrionale a frequenze radio, che hanno permesso di individuare le nuove culle stellari.

Centaurus A ad alta risoluzione nel riquadro sovrapposta a un'immagine della galassia che ospita il buco nero supermassiccio

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta osservazioni dei getti emessi dal buco nero supermassiccio al centro della radiogalassia Centaurus A con dettagli mai visti prima grazie alla combinazione di diversi radiotelescopi. Un team di ricercatori che include la collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) ha usato la stessa tecnica che ha permesso di ottenere la storica immagine dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. Le osservazioni di Centaurus A sono avvenute nel 2017 e ora sono arrivati i risultati, in particolare i dettagli dei getti.

Le galassie NGC 1300, NGC 1087 e NGC 3627 in alto, NGC 4254 e NGC 4303 in basso

L’ESO ha pubblicato alcune immagini create nel corso del progetto PHANGS usando lo strumento MUSE sul VLT. Si tratta di immagini di galassie nell’universo vicino nelle quali i ricercatori del progetto PHANGS hanno cercato di individuare culle stellari. Lo scopo è di ottenere risposte alle domande ancora esistenti sulla formazione delle stelle. Per questo motivo, l’indagine condotta con lo strumento MUSE è una parte di un progetto più grande che include altre indagini parallele condotte con il radiotelescopio ALMA e il telescopio spaziale Hubble.