Galassie

La galassia NGC1052-DF2 (Immagine NASA, ESA, Z. Shen and P. van Dokkum (Yale University), and S. Danieli (Institute for Advanced Study))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta una misurazione precisa della distanza della galassia NGC1052-DF2 che è stata usata per confermare che è quasi priva di materia oscura, un’anormalia notevole. Un team di ricercatori guidato da Pieter van Dokkum della Yale University ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare le giganti rosse alla periferia di NGC1052-DF2 usandole come “candele standard” sfruttando il fatto che raggiungono tutte lo stesso picco di luminosità. Capire perché in questa galassia vengano rilevati pochissimi degli effetti gravitazionali attribuiti alla materia oscura può offrire nuovi indizi sulla sua natura.

La coppia IC 1623 osservata da Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA, R. Chandar)

Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra una coppia di galassie in fase avanzata di fusione catalogata come IC 1623. I filtri utilizzati per lo strumento Wide Field Camera 3 (WFC3) che ha catturato l’immagine permettono di vedere le differenze tra le due galassie che si stanno fondendo. Questo processo può continuare per milioni di anni ancora perciò ci vorrà ancora chissà quanto prima che una nuova galassia venga formata. Nel frattempo, gli astronomi si aspettano che gas spinto dalle interazioni gravitazionali inneschi una nuova formazione stellare in quella che, di conseguenza, verrà definita una galassia starburst.

Il quasar J1243+0100 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di flussi di gas ad alta velocità spinti dal buco nero supermassiccio al centro di una galassia distante oltre 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Un team di ricercatori guidato da Takuma Izumi dell’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare la galassia HSC J124353.93+010038.5, o semplicemente J1243+0100. Si tratta della galassia più antica conosciuta finora con un vento di quelle dimensioni. Ciò mostra come i buchi neri supermassicci possano influenzare pesantemente le galassie che li ospitano e che ciò avviene fin da quando l’universo era molto giovane.

Alcune delle galassie osservate nel progetto PHANGS

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement” presenta l’indagine PHANGS-ALMA con la mappatura di circa 100.000 culle stellari in 90 galassie nell’universo vicino. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per mappare nubi molecolari di gas e polveri in cui ci sono le condizioni adatte alla formazione di nuove stelle. I risultati di quest’indagine sono stati presentati al 238° meeting della American Astronomical Society tenuto nei giorni scorsi.

La radiogalassia CGCG 044-046 in un'elaborazione che mostra le rilevazioni di MeerKAT in bianco su un'immagine ottica della della Digital Sky Survey 2

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una rivisitazione di radiogalassie scoperte 47 anni fa usando due dei radiotelescopi più potenti attualmente in servizio. Un team di ricercatori che ne include alcuni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha usato i radiotelescopi uGMRT e MeerKAT per condurre le nuove osservazioni. Il primo autore è l’astronomo Bernie Fanaroff, che cominciò lo studio delle radiogalassie e le classificò assieme all’astrofisica Julia Riley.