Galassie

La galassia NGC 2276 (Immagine ESA/Hubble & NASA, P. Sell. Acknowledgement: L. Shatz)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia NGC 2276. Si tratta di una galassia a spirale che mostra alcune peculiarità dato che la sua forma risulta un po’ distorta e i colori che indicano la distribuzione delle stelle al suo interno ne rivelano una certa irregolarità. Il motivo di tutto ciò è l’interazione con una vicina, la galassia NGC 2300, la cui forza di gravità ha distorto alcuni dei bracci della spirale di NGC 2276. Un’altra interazione coinvolge anche il gas intergalattico che si trova nell’ammasso che include queste due galassie, che è si è scontrato con NGC 2276 innescando un elevato livello di formazione stellare su un lato esterno di questa galassia.

Il centro della Via Lattea visto da Chandra e MeerKAT

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio del centro della Via Lattea che rivela la presenza di filamenti di gas surriscaldati e campi magnetici. L’astronomo Q. Daniel Wang dell’Università del Massachusetts ad Amherst ha combinato i risultati di 370 osservazioni di varie parti di quell’area condotte con l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA aggiungendovi osservazioni condotte usando il radiotelescopio MeerKAT. I risultati suggeriscono la possibilità di processi in atto che potrebbero essere dovuti a una fonte d’energia sconosciuta nel centro galattico.

Immagine di campo profondo (Immagine Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA. Acknowledgments: T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab), M. Zamani (NSF’s NOIRLab) & D. de Martin (NSF’s NOIRLab))

29 articoli riportano vari aspetti dei risultati di una grande ricerca cosmologica sul più vasto campione di galassie, 226 milioni, mai osservato per produrre le misure più precise della composizione e della crescita dell’universo. Gli oltre 400 scienziati della collaborazione DES (Dark Energy Survey) hanno usato le immagini catturate dalla Dark Energy Camera nei primi tre anni del programma, partito nel 2013, per ricavare risultati. Lo scopo è di migliorare le nostre conoscenze dell’universo, in particolare la natura della materia oscura e dell’energia oscura.

La distriuzione delle 36 galassie nane attorno alla Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di 36 galassie nane che stanno mostrando contemporaneamente segni dell’inizio di una notevole attività di formazione stellare. Un team di ricercatori ha esaminato un gruppo di galassie nane osservate nel corso dell’indagine ANGST notando una simultanea accelerazione nell’attività di formazione stellare nonostante il fatto che sono separate anche da parecchi milioni di anni luce. Si tratta di un fenomeno che non ha spiegazioni nei modelli attuali dell’evoluzione delle galassie.

Le probabili galassie di origine dei lampi radio veloci catalogati come FRB 190714 (in alto) e FRB 180924 (in basso)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la localizzazione dell’origine di otto lampi radio veloci rilevati tra il 2017 e il 2020. Un team di ricercatori coordinato dall’Università della California a Santa Cruz ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per compiere questo lavoro applicando un metodo già utilizzato per localizzare l’origine di altri fenomeni cosmici come supernove e lampi gamma. Questo risultato offre nuove informazioni su un fenomeno estremamente energetico come i lampi radio veloci, i quali emettono in un millisecondo una quantità di energia paragonabile a quella che il Sole emette in un anno. I risultati di questo studio sono compatibili con la teoria che li collega alle magnetar.