Galassie

I 118 ammassi galattici del programma CHEX-MATE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta un riassunto dei lavori del programma CHEX-MATE (Cluster HEritage project with XMM-Newton – Mass Assembly and Thermodynamics at the Endpoint of structure formation) che include uno studio di un campione di 118 ammassi galattici selezionati attentamente. La collaborazione CHEX-MATE ha osservato quegli ammassi galattici con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA in un programma di osservazioni della durata totale di 3 milioni di secondi.

L'area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 vista nelle varie bande dello spettro elettromagnetico nel corso della campagna di osservazioni del 2017

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di osservazioni multibanda dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. 33 membri del Multiwavelength Science Working Group dell’Event Horizon Telescope (EHT) hanno guidato un grande team di ricercatori che include anche parecchi italiani di varie istituzioni nazionali che ha messo assieme dati raccolti dai vari radiotelescopi che hanno composto l’EHT nella straordinaria campagna di osservazioni che ha portato alla foto storica pubblicata nel 2019 e altri dati relativi a osservazioni in altre bande elettromagnetiche condotte con vari telescopi spaziali e al suolo. Ciò permette di condurre analisi più approfondite grazie alla completezza delle emissioni rilevate non solo dal buco nero supermassiccio ma anche dai suoi getti che espellono materiali a velocità elevatissime.

Le 12 croci di Einstein scoperte grazie a Gaia

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’identificazione di 12 quasar la cui immagine è stata quadruplicata da lenti gravitazionali ottenendo immagini simili alla cosiddetta Croce di Einstein. I ricercatori del gruppo Gaia Gravitational Lenses (GraL) ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e dal telescopio spaziale WISE della NASA esaminandoli con algoritmi di apprendimento automatico. In questo modo è stato possibile riconoscere candidati quasar la cui immagine è stata distorta da lenti gravitazionali portando all’identificazione di 12 croci di Einstein.

Le coppie di quasar J0749+2255 e J0841+4825

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di due quasar doppi che potrebbero far parte di una popolazione nascosta perché due quasar molto vicini sono difficili da distinguere. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble di quasar per trovare queste coppie risalenti a circa 10 miliardi di anni fa. I due quasar di ogni coppia sono distanti tra di loro circa 10.000 anni luce e le galassie che li ospitano si fonderanno e a un certo punto anche i buchi neri supermassicci che alimentano i quasar si fonderanno.

La medusa cosmica nell'ammasso galattico Abell 2877

Un articolo pubblicato rulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sull’ammasso galattico Abell 2877 condotto con il radiotelescopio MWA che ha individuato una nube di plasma con una forma simile a quella di una medusa. Un team guidato da Torrance Hodgson dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR) che include due ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha osservato Abell 2877 a diverse frequenze radio e, quando ha abbassato la frequenza, ha scoperto quella struttura cosmica visibile per poco tempo e solo a pochissime frequenze. Potrebbe trattarsi di plasma espulso circa due miliardi di anni fa da buchi neri supermassicci di diverse galassie che si è mescolato proprio quando onde d’urto hanno attraversato l’ammasso, riaccendendo il plasma per un periodo che è molto breve dal punto di vista astronomico.