Galassie

MAMBO-9 è una galassia polverosa lontana 13 miliardi di anni luce

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su una galassia primordiale polverosa conosciuta come MAMBO-9. Un team di ricercatori guidato da Caitlin Casey dell’Università del Texas a Austin ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia distante circa 13 miliardi di anni luce e il suo ritmo di formazione stellare molto superiore a quello della Via Lattea. Le osservazioni hanno permesso di appurare che in realtà si tratta di due galassie nel corso di una fusione. Tutto ciò è utile per capire il ruolo di galassie polverose come quella nell’evoluzione dell’universo.

La galassia NGC 6240 contiene tre buchi neri supermassicci

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia NGC 6240 con le prove che essa contiene tre buchi neri supermassicci. Un team di ricercatori guidato dal professor Wolfram Kollatschny dell’Università di Gottinga ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile assieme a dati di studi precedenti per ottenere le osservazioni ad alta precisione necessarie a verificare che all’interno di NGC 6240 non c’erano due buchi neri supermassicci come sembrava da studi precedenti bensì tre. Ciò indica che la fusione in atto è tra tre galassie.

Il centro della Via Lattea visto nei dettagli dal radiotelescopio MWA

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia (PASA)” riportano alcuni risultati dell’indagine GaLactic and Extragalactic All-sky MWA (GLEAM). Un team di ricercatori ha creato alcune immagini ottenute grazie al radiotelescopio Murchison Widefield Array (MWA) che mostrano il centro della Via Lattea. Grazie alle emissioni radio a bassa frequenza rilevate, è stato possibile generare un’immagine che riproduce sia le strutture più grandi che i dettagli. Ciò significa che è stato possibile ottenere un’immagine d’insieme e le immagini di oggetti singoli come 27 resti di supernova.

L'immagine di un'antichissima galassia moltiplicata da una lente gravitazionale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio di una galassia soprannominata Sunburst Arc (arco a raggiera) osservata tramite un effetto di lente gravitazionale che porta a moltiplicarne l’immagine ottenendone almeno 12 copie distorte in quattro grandi archi. Il telescopio spaziale Hubble ha rilevato la luce proveniente da quella galassia, distante circa 11 miliardi di anni luce dalla Terra, grazie a quell’effetto, che l’ha anche resa tra le 10 e le 30 volte più luminosa. Studiare una galassia così antica permette di raccogliere informazioni sull’universo primordiale e su quella che viene chiamata epoca della reionizzazione.

Uno studio su 20 radiogalassie offre nuove informazioni sull'attività dei buchi neri supermassicci al loro centro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulle proprietà del gas ionizzato che circonda i buchi neri supermassicci in 20 galassie selezionate come campione. Un team di ricercatori guidato da Barbara Balmaverde dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Torino ha usato lo spettrografo MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile per compiere l’indagine MURALES (MUse RAdio Loud Emission line Snapshot), che include le 20 galassie studiate. Si tratta di sorgenti di potenti di emissioni radio grazie ai loro nuclei galattici attivi. La mappatura del gas ionizzato e della sua interazione con il getto relativistico prodotto dai buchi neri centrali aiuta a capire i meccanismi di accrescimento e di interazione con le galassie che li ospitano.