Galassie

Il quasar J1342+0928 (Immagine cortesia Mpia / Venemans et al.)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, descrivono aspetti diversi di una ricerca che ha portato alla scoperta del più antico buco nero supermassiccio conosciuto. Secondo una stima si è formato circa 690 milioni di anni dopo il Big Bang ed è difficile spiegare come abbia fatto a raggiungere una massa 800 milioni di volte quella del Sole. Etichettato come Ulas J134208.10+092838.61 o più semplicemente come J1342+0928, potrebbe essersi formato durante il cosiddetto periodo della reionizzazione.

La regione del campo ultra-profondo di Hubble vista da MUSE (Immagine ESO/MUSE HUDF collaboration)

Una serie di 10 articoli che verranno pubblicati sulla rivista “Astronomy & astrophysics” descrive diversi aspetti dell’indagine spettroscopica più profonda di sempre effettuata con lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Un team internazionale composto da molti ricercatori si è concentrato sul campo ultra-profondo (in inglese Hubble Ultra Deep Field, HUDF) del telescopio spaziale Hubble per misurare distanze e proprietà di 1.600 galassie molto fioche delle quali 72 non erano mai state rilevate prima.

Una piccola parte della Galassia Nana dello Scultore (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la ricostruzione dei movimenti tridimensionali di dieci stelle nella Galassia Nana dello Scultore scelte all’interno di un campione più ampio di oltre cento stelle tra quelle con gli errori di misurazione più piccoli. Un team di ricercatori ha usato rilevazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble nel 2002 e successive rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA tra il 2014 e 2015 per effettuare questa ricostruzione che conferma il modello della materia oscura “fredda”.

La galassia NGC 253 e le molecole scoperte (Immagine ESO/J. Emerson/VISTA, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Ando et al. Acknowledgment: Cambridge Astronomical Survey Unit)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’individuazione di 8 nubi molecolari all’interno della galassia NGC 253 in cui sono state individuate 19 diverse molecole complesse. Un team di ricercatori guidato da Ryo Ando dell’Università di Tokyo ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le “firme” di molecole tra cui tioformaldeide, metanolo, acido acetico, cianuro di idrogeno, propino e altre molecole organiche, la prima rilevazione del genere al di fuori della Via Lattea.

La galassia NGC 4490 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine della galassia NGC 4490 catturata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra nei dettagli la forma distorta. Ciò è la conseguenza di uno scontro con la più piccola galassia NGC 4485, che milioni di anni fa è passata attraverso la vicina più grande. Probabilmente si tratta solo dell’inizio della fusione tra le due galassie ma per ora questo scontro ha creato tra le altre cose le condizioni per la formazione di nuove stelle all’interno di NGC 4490.