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Le rocce che includono i cristalli gialli di zolfo puro nella Gediz Vallis su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Il Mars Rover Curiosity della NASA ha trovato una roccia marziana contenente cristalli di zolfo elementare, che significa che si tratta di zolfo puro. In passato nella stessa area, quella del canale della Gediz Vallis, aveva rilevato la presenza di zolfo in vari composti ma è la prima volta che viene rilevato in forma pura. Si tratta di un’anomalia al punto che la sua scoperta è stata paragonata a quella di un’oasi nel deserto. Un campo con pietre fatte di puro zolfo non dovrebbe esistere su Marte e gli scienziati che seguono l’esplorazione del Monte Sharp, al centro del Cratere Gale, da parte di Curiosity avranno altro lavoro per spiegarne la formazione.

In alto a sinistra un campione prelevato sull'asteroide Bennu e nei successivi riquadri viste sempre più ingrandite di un frammento che si è staccato lungo una vena luminosa che contiene fosfato, catturata al microscopio elettronico

Un articolo pubblicato sulla rivista “Meteoritics & Planetary Science” riporta i risultati dell’analisi preliminare dei campioni di materiali dell’asteroide Bennu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA. Un team di ricercatori che include Maurizio Pajola e Filippo Tusberti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Padova ha condotto analisi morfologiche e chimiche dei campioni trovandovi molto carbonio e azoto assieme a composti organici, tutti componenti davvero importanti per forme di vita di tipo terrestre.

La sorpresa è arrivata dalla scoperta di fosfato di magnesio-sodio, che non era stato rilevato dagli strumenti a bordo di OSIRIS-REx. Questo composto si forma in ambienti ricchi d’acqua e suggerisce che Bennu possa essere un frammento di un mondo primordiale che aveva un oceano. I ricercatori hanno menzionato Encelado, la luna di Saturno con un oceano sotterraneo dove è stato trovato un fosfato di sodio e suggeriscono un possibile legame con Bennu.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale nella missione CRS-30 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-30 (Cargo Resupply Service 30) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della Florida. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale un po’ più di 36 ore prima. Per SpaceX, era la decima missione del secondo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la nuova versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro poche ore. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 23 marzo 2024.

La navicella spaziale Soyuz MS-24 circondata dal personale di supporto (Immagine NASA TV)

Poco fa i cosmonauti Oleg Novitsky e Marina Vasilevskaya e l’astronauta Loral O’Hara sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-24, atterrata in Kazakistan. Novitsky ha completato una missione di un anno sulla Stazione Spaziale Internazionale, Vasilevskaya era una visitatrice che è rimasta sulla Stazione per pochi giorni mentre O’Hara ha trascorso un po più di 6 mesi sulla Stazione.

La navicella spaziale Soyuz MS-25 si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-25, partita poco più di due giorni fa dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo un nuovo membro dell’equipaggio e due visitatori. L’astronauta Tracy Dyson della NASA fa parte della Expedition 70/71 mentre il cosmonauta Oleg Novitskiy di Roscosmos e la bielorussa Marina Vasilevskaya rimarranno sulla Stazione per alcuni giorni.