NASA

I pennacchi di Europa (Immagine NASA, ESA, W. Sparks (STScI), and the USGS Astrogeology Science Center)

Ieri la NASA ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le ultime novità riguardanti gli studi di oceani alieni. L’attenzione è stata concentrata sui due oceani sotterranei più conosciuti, quello di Europa, un satellite di Giove, e quello di Encelado, un satellite di Saturno. Ci sono conferme dei pennacchi provenienti da Europa, descritti anche in un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”. È stata annunciata la presenza di idrogeno molecolare nell’oceano di Encelado, descritta anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Science”.

Foto del Sole poco prima del picco del primo brillamento (Foto NASA/SDO)

Nei giorni scorsi, la sonda spaziale SDO (Solar Dynamics Obersavatory) della NASA ha rilevato e documentato ben 3 brillamenti solari di classe M, quella che include i più potenti dopo la classe X, che non a caso significa “eXtreme” (estremo). Il primo ha avuto il suo piccolo il 2 aprile alle 10.02 italiane, il secondo alle 22.33 italiane e il terzo il 3 aprile alle 16.29 italiane.

Concetto artistico del confronto tra Marte com'è oggi e com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sull’atmosfera del pianeta Marte che indica il vento e le radiazioni solari come principali responsabili del fatto che oggi quell’atmosfera sia così sottile. Un team guidato da Bruce Jakosky, principale investigatore della missione della sonda spaziale MAVEN della NASA, ha esaminato le misurazioni dei gas presenti stimando ad esempio che il 65% dell’argo presente in origine è andato perduto nello spazio. Questa ricerca conferma quella pubblicata nel novembre 2015.

La galassia Was 49 (Immagine DCT/NRL)

Una fusione galattica osservata con il telescopio spaziale NuSTAR della NASA ha fornito risultati sorprendenti. La galassia chiamata Was 49 si sta formando dalla fusione di una grande galassia a disco chiamata Was 49a e una galassia nana chiamata Was 49b. I ricercatori sono rimasti sorpresi quando si sono resi conto che il buco nero supermassiccio al centro della galassia nana era molto più grande e potente del previsto, andando contro i modelli correnti riguardo alle fusioni galattiche.