Pianeti

Concetto artistico di Kepler 854 b come esopianeta confrontato con Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio che riesamina i dati di quattro oggetti scoperti alcuni anni fa grazie al telescopio spaziale Kepler della NASA concludendo che almeno tre di essi sono in realtà piccole stelle e non pianeti. Un team di ricercatori ha utilizzato nuovi dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per avere informazioni più precise su oggetti catalogati come esopianeti. Kepler-854b, Kepler-840b e Kepler-699b risultano avere dimensioni tra due e quattro volte quelle di Giove, eccessive anche per gioviani caldi molto vicini alle loro stelle ma possibili per piccole stelle. Kepler-747b risulta avere un raggio 1,8 volte quello di Giove pure essendo abbastanza lontano da una stella un po’ più piccola del Sole perciò la sua natura è incerta.

Il cratere Urvara sul pianeta nano Cerere

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta l’identificazione di sali e composti organici nel cratere Urvara sul pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori ha utilizzato i dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA per condurre l’indagine più dettagliata sul cratere Urvara, il terzo cratere da impatto per dimensioni su Cerere. I risultati non sono sorprendenti e anzi confermano le scoperte degli anni scorsi riguardanti soprattutto i due crateri più grandi, Occator ed Ernutet. Le celebri macchie bianche che sono state chiamate in gergo faculae, misteriose prima degli esami ravvicinati, brillano grazie ai sali contenuti e ora è arrivata la conferma anche per Urvara. Questo risultato conferma anche la presenza almeno in passato di un oceano sotterraneo in cui acqua molto salata rimaneva allo stato liquido e forse ce n’è ancora.

Concetto artistico di WASP-121 b (Immagine Engine House VFX)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di un nuovo studio sull’esopianeta WASP-121b, un gioviano ultracaldo considerato uno dei pianeti con le condizioni più estreme conosciute. Un team di ricercatori guidato da Tom Evans, oggi al Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg, in Germania, ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble per indagare sui composti presenti nell’atmosfera di WASP-121b. La conclusione è che potrebbero esservi nubi di ferro, titanio e corindone, la forma cristallizzata di ossido di alluminio che compone rubini e zaffiri.

Concetto artistico del sistema di WD1054-226 (Immagine cortesia Mark A. Garlick / markgarlick.com)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notice of the Royal Astronomical Society” riporta l’osservazione di detriti orbitanti attorno alla nana bianca catalogata come WD1054-226 in una formazione che suggerisce un legame gravitazionale come quello che può essere generato da un pianeta. Un team di ricercatori ha usato la macchina fotografica ULTRACAM montata sul telescopio NTT all’Osservatorio La Silla dell’ESO in Cile per esaminare gli oggetti che passano regolarmente di fronte a quei resti di stella. Dati ottenuti dal telescopio spaziale TESS della NASA hanno aiutato a identificare quello che sembra un disco di detriti che non si sono dispersi, forse grazie a un pianeta che agisce come una sorta di pastore che li tiene legati. Il pianeta sarebbe nell’area abitabile di quel sistema, un caso particolare dato che ha al centro una nana bianca.

Concetto artistico di Proxima d e Proxima Centauri (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un altro pianeta roccioso nel sistema di Proxima Centauri. Un team di ricercatori guidato da João Faria dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço, Portogallo, che include Mario Damasso dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato rilevazioni condotte con lo spettrografo ESPRESSO montato sul VLT dell’ESO in Cile per trovare le tracce del pianeta che è stato catalogato come Proxima d. Si tratta dell’esopianeta con la massa più piccola individuato con il metodo della velocità radiale dato che la massa minima stimata è circa un quarto di quella della Terra, il doppio di quella di Marte. La sua distanza da Proxima Centauri è attorno ai 4 milioni di chilometri perciò è più simile a Venere o a Mercurio.