Pianeti

Concetto artistico di planetesimo in orbita attorno alla nana bianca SDSS J122859.93+104032.9 (Immagine cortesia University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la scoperta di quello che probabilmente è un frammento di pianeta che orbita attorno a una nana bianca. Un team di ricercatori guidato dall’Università britannica di Warwick che include due ricercatrici e un ricercatore dell’INAF ha usato il Gran Telescopio Canarias di La Palma per studiare il disco di detriti che circonda la nana bianca catalogata come SDSS J122859.93+104032.9 rilevando anomalie nelle linee di emissione che sono state interpretate come il risultato della presenza di quello che è stato definito un planetesimo che orbita attorno alla stella in circa due ore.

Una conferma indipendente di un picco di metano su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta una conferma indipendente della rilevazione di un picco di metano sul pianeta Marte, a est del cratere Gale, dove sta operando il Mars Rover Curiosity della NASA, che aveva anch’esso rilevato la presenza di metano. Un team di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Roma ha però usato misurazioni dello strumento PFS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per trovare metano. Rilevazioni indipendenti compiute in orbita e al suolo con strumenti ben diversi sono fondamentali nella ricerca perché il metano può essere prodotto da processi biologici ma anche da processi geologici.

Un canale fluviale fossile su Marte (Immagine NASA/JPL/Univ. Arizona/UChicago)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di una ricerca sugli antichi fiumi che esistevano sul pianeta Marte che portano a ritenere che siano esistiti fino a meno di un miliardo di anni fa. Un team di ricercatori coordinati dall’Università di Chicago ha catalogato oltre 200 antichi fiumi analizzando modelli e fotografie che mostrano le tracce dei loro letti per ottenere una conclusione che va contro ciò che gli scienziati che hanno studiato il pianeta rosso pensano in genere, cioè che fiumi e precipitazioni siano scomparsi oltre 3 miliardi di anni fa.

Concetto artistico dell'esopianeta HR 8799 e (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta la prima osservazione diretta di un esopianeta utilizzando la tecnica dell’interferometria ottica. La collaborazione GRAVITY, chiamata così perché i ricercatori che vi appartengono gestiscono i lavori dello strumento con lo stesso nome installato sul Very Large Telescope Interferometer (VLTI) dell’ESO, ha osservato l’esopianeta HR 8799 e, un super-gioviano che ha un’atmosfera che contiene nubi ricche di ferro e silicati che si muovono vorticosamente in una tempesta che attraversa l’intero pianeta.

Concetto artistico di Giove con i suoi troiani (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di una ricerca sulla migrazione dei pianeti gassosi del sistema solare e in particolare sugli spostamenti di Giove. Un team di ricercatori guidato da Simona Pirani, dottoranda in astronomia all’Università svedese di Lund, ha creato una serie di simulazioni al computer per cercare di spiegare l’asimmetria negli asteroidi troiani di Giove, data dal fatto che ci sono circa il 50 per cento in più di troiani davanti al pianeta rispetto a quanti ce ne siano dietro. Il risultato è che essa può essersi verificata se Giove si è formato a una distanza dal Sole quattro volte maggiore di quella attuale per poi avvicinarsi e attraendo a sé gli asteroidi in modo asimmetrico.