Pianeti

Mappe del ghiaccio d'acqua sulla superficie di Plutone (Immagine NASA/JHUIAPL/SwRI)

Negli ultimi mesi ci siamo abituati a vedere le straordinarie fotografie del pianeta nano Plutone e delle sue lune scattate dalla sonda spaziale New Horizons della NASA durante il volo ravvicinato del 14 luglio 2015 ma ci sono altri strumenti a bordo che sono stati usati per effettuare varie rilevazioni. Come le fotografie, i dati raccolti continueranno a essere inviati per molti mesi ancora. Quelli finora ricevuti dalla NASA hanno permesso di scoprire una presenza di ghiaccio d’acqua maggiore di quella prevista e di vedere l’atmosfera di Plutone agli infrarossi.

Immagine di Hinners Point, un'area di Marathon Valley, ottenuta combinando sei fotografie scattate dal Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity atterrò su Marte alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004. La sua missione è andata ben oltre qualsiasi previsione e dopo qualche anno abbiamo cominciato a darla per scontata. Nel 2010 le perdita del suo gemello, il Mars Rover Spirit, ci ha ricordato che le missioni spaziali vengono compiute in ambienti che non perdonano e qualsiasi problema può essere fatale.

I responsabili della missione Opportunity hanno cercato di preservare il rover piazzandolo su un terreno inclinato durante gli inverni marziani in modo che i suoi pannelli solari ricevano la maggior quantità di luce solare possibile. Purtroppo, altri problemi hanno limitato da parecchio tempo la sua efficienza.

Fotografia dell'area chiamata Gerber Catena con i suoi crateri, depressioni e fratture (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Quasi tre settimane fa la sonda spaziale Dawn della NASA ha raggiunto la sua orbita finale, a circa 380 chilometri di altitudine sul pianeta nano Cerere. Vi rimarrà a tempo indeterminato, nel senso che manterrà quell’orbita fino alla fine della sua missione ma a quel punto non verrà spostata. Si tratta dell’orbita più bassa e da lì Dawn ha subito cominciato a scattare le fotografie più dettagliate e a effettuare nuove rilevazioni con i suoi strumenti.

L'area chiamata "Bridger Basin" che include gli obiettivi della ricerca del Mars Rover Curiosity chiamati "Big Sky" e "Greenhorn" (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Il Mars Rover Curiosity sta trovando molte rocce ricche di silice, un composto formato da silicio e ossigeno, in un’area del Monte Sharp su Marte che sta esplorando da alcuni mesi. Alcuni mesi fa la scoperta di quel tipo di rocce era stata una sorpresa, tanto che i responsabili della missione avevano modificato il programma di ricerca di Curiosity per effettuare analisi più approfondite. Quella decisione ha portato alla scoperta di altre rocce ricche di silice e a ulteriori studi per cercare di spiegarne la presenza.

Rappresentazione artistica dei dieci esopianeti gioviani caldi osservati in questo studio (Immagine NASA, ESA, and D. Sing (University of Exeter))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’apparente scarsità d’acqua rilevata su certi esopianeti del tipo chiamato Giove caldo o gioviano caldo. Si tratta di giganti gassosi proprio come Giove che però orbitano molto vicini alle loro stelle e di conseguenza hanno temperature superficiali molto elevate. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per studiare dieci esopianeti di questo tipo.