Stelle

Vari pilastri della Nebulosa Carena (Immagine ESO/A. McLeod)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulle vaste strutture colonnari nella Nebulosa Carena. Un team guidato da Anna McLeod, studentessa di dottorato all’ESO, ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per esaminare queste strutture che sono state soprannominate “pilastri della distruzione” per certe similitudini con i “Pilastri della Creazione” fotografati dal telescopio spaziale Hubble.

Il sistema L1448 IRS3B (Immagine Bill Saxton, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un sistema triplo in fase di formazione. Un team internazionale di scienziati ha usato i radiotelescopi Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) per osservare il sistema chiamato L1448 IRS3B, dove un disco di polveri e gas si sta frammentando in un sistema stellare multiplo.

La parte centrale della Via Lattea (Immagine ESO/VVV Survey/D. Minniti)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la scoperta dei resti di un antico ammasso globulare nell’area centrale della Via Lattea. Un team di astronomi guidato da Dante Minniti (Universidad Andrés Bello, Santiago, Chile) e Rodrigo Contreras Ramos (Instituto Milenio de Astrofísica, Santiago, Chile) ha usato osservazioni dell’indagine “Variables in the Via Lactea with VISTA” (VVV) effettuate con il telescopio VISTA dell’ESO per scoprire antiche stelle di tipo RR Lyrae per la prima volta in quell’area.

Il sistema IRS 43 (Immagine cortesia Christian Brinch/NBI/KU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sul sistema IRS 43, che si è rivelato davvero fuori dal normale perché è formato da due giovanissime stelle ognuna delle quali è circondata da un disco di gas ma esse condividono un terzo disco molto più grande. Un team di scienziati del Niels Bohr Institute dell’Università di Copenhagen ha usato il radiotelescopio ALMA per scoprire questa conformazione mai vista prima.

La sequenza di interazioni tra V Hydrae e la sua compagna che causa l'espulsione di bolle di plasma (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle enormi bolle di plasma espulse dalla stella gigante rossa V Hydrae. Un team di astronomi guidato da Raghvendra Sahai del JPL della NASA ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per studiare questo fenomeno concludendo che quelle bolle di plasma provengono da un’altra stella, una compagna di V Hydrae che non riusciamo a vedere.