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Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un sistema binario che include una nana bianca pulsar, Il secondo oggetto di questo tipo scoperto finora. Un team di ricercatori che include alcuni di quelli che scoprirono la prima nana bianca pulsar ha individuato J191213.72-441045.1, o semplicemente J1912-4410, un sistema binario che include anche una stella normale appartenente alla classe delle nane rosse. Questa nuova scoperta offre nuove informazioni su quella che costituisce una nuova classe di oggetti cosmici con la possibilità di sviluppare modelli per descriverne la formazione e il comportamento.

Alcune galassie osservate in questo studio, che vediamo com'erano quando l'universo aveva 900 milioni di anni

Tre articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal” riportano vari aspetti di uno studio sull’epoca della reionizzazione e portano prove che le prime galassie hanno trasformato l’universo da un luogo opaco all’attualre luogo in cui la luce si diffonde. Ricercatori del team EIGER guidati da Simon Lilly del Politecnico federale di Zurigo, Svizzera, hanno usato il telescopio spaziale James Webb assieme ad alcuni telescopi al suolo per osservare galassie primordiali trovando regioni trasparenti attorno ad esse grazie alla reionizzazione del gas.

Immagine celebrativa della scoperta dell'esopianeta BEBOP-1 c (Immagine cortesia Amanda Smith / University of Birmingham)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un secondo pianeta circumbinario che ruota attorno alle due stelle che formano il sistema BEBOP-1. Un team di ricercatori ha usato gli spettrografi HARPS ed ESPRESSO per trovare per la prima volta un pianeta circumbinario usando il metodo delle velocità radiali. Questo esopianeta, catalogato come BEBOP-1 c, si aggiunge a TOI-1338 b, scoperto nel 2020 grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Le stime indicano che BEBOP-1 c è un gigante gassoso con una massa attorno a 65 volte quella della Terra e un anno che dura circa 215 giorni terrestri.

Una parte della galassia NGC 5068 (Immagine ESA/Webb, NASA & CSA, J. Lee and the PHANGS-JWST Team)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra il nucleo e una parte di un braccio di spirale della galassia NGC 5068. Due strumenti, MIRI e NIRCam, sono stati usati per esaminare questa galassia a spirale barrata e i vari filtri infrarossi hanno permesso di rilevare un’enorme quantità di dettagli tra strutture polverose e aree di formazione stellare in cui ci sono stelle neonate ancora circondate da gusci di gas e polveri.

Distante circa 20 milioni di anni luce dalla Terra, la galassia NGC 5068 appartiene alla classe più comune nell’universo, quella a spirale. La presenza di una formazione di stelle che si estende dal nucleo in una forma che ricorda una barra la fa entrare nella sottoclasse delle galassie a spirale barrate, che probabilmente costituiscono circa due terzi della loro classe.

La nube molecolare Lupus 3 (Immagine CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA/ T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab). Elaborazione: D. de Martin & M. Zamani (NSF’s NOIRLab))

Un’immagine catturata dalla DECam (Dark Energy Camera) all’Osservatorio Cerro Tololo in Cile mostra la nube interstellare di formazione stellare catalogata come Lupus 3. Piena di attività, contiene protostelle che stanno letteralmente uscendo dal loro bozzolo di gas e polveri come HR 5999 e HR 6000, al centro dell’immagine. La luce di quelle giovanissime stelle illumina la nebulosa a riflessione catalogata come Bernes 149. Quest’area è nel vicinato cosmico perciò viene osservata in continuazione ottenendo a volte immagini mozzafiato di stelle neonate e protostelle.