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Immagine del cosiddetto campo ultra-profondo usato nell'indagine MIDIS e sulla destra evidenziate alcune delle galassie primordiali al centro di questo studio

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio che indica che l’universo primordiale era molto più luminoso di quanto previsto dalle simulazioni basate sugli attuali modelli cosmologici. Un team di ricercatori coordinato dal Centro di Astrobiologia di Madrid ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per esaminare galassie che si sono formate tra 200 e 500 milioni di anni dopo il Big Bang. La combinazione di osservazioni condotte con lo strumento NIRCam e dell’indagine MIRI Deep Imaging Survey (MIDIS) dell’Hubble Ultra Deep Field (HUDF) su un campione di 44 galassie primordiali mostra la loro sorprendente luminosità e compattezza.

Schema della Terra come centro di rilevazione di onde gravitazionali a bassissima frequenza emesse da coppie di buchi neri supermassicci (in alto) usando le pulsar (in basso) (Immagine cortesia EPTA)

Una serie di articoli pubblicati o in fase di pubblicazione sulle riviste “Astronomy and Astrophysics” e “The Astrophysical Journal Letters” riporta vari aspetti della rilevazione di onde gravitazionali a bassissima frequenza. Ricercatori dello European Pulsar Timing Array (EPTA), dell’Indian Pulsar Timing Array (InPta), del Parkes Pulsar Timing Array (PPTA), del Chinese Pulsar Timing Array (CPTA) e del North American Nanohertz Observatory for Gravitational Waves (NanoGrav) hanno analizzato dati raccolti nel corso di oltre 25 anni usando gruppi di pulsar per ottenere una sorta di rilevatore di onde gravitazionali a livello galattico. Ciò è stato possibile sfruttando l’estrema regolarità dei segnali emessi dalle pulsar per rilevare variazioni inferiori al milionesimo di secondo e le loro correlazioni per individuare onde gravitazionali. Questa tecnica espande l’astronomia delle onde gravitazionali aperta dai rilevatori LIGO e Virgo dall’annuncio della prima rilevazione nel febbraio 2016.

La nebulosa Sh2-284 (Immagine ESO/VPHAS+ team. Acknowledgement: CASU)

Un’immagine catturata dallo strumento OmegaCAM montato sul VST dell’ESO in Cile mostra dettagli della nebulosa catalogata come Sh2-284. Fa parte della VST Photometric Hα Survey of the Southern Galactic Plane and Bulge (VPHAS+), un’indagine che ha incluso oltre 500 milioni di oggetti nella Via Lattea per migliorare le nostre conoscenze dei cicli vitali delle stelle. Sh2-284 è una sorta di culla stellare la cui forma è stata paragonata a quella a quella del musetto di un gatto e per questo soprannominata “gatto sorridente”.

movimento dell'esopianeta AF Lep b, identificato nella macchia bianca vicina alle frecce, in immagini catturate nel dicembre 2021 e nel febbraio 2023

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta il ruolo della tecnica astronometrica nella scoperta di uno dei pianeti meno massicci finora fotografati direttamente. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Keck II all’Osservatorio Keck alle Hawaii per fotografare l’esopianeta catalogato come AF Lep b, tra i primi scoperti usando la tecnica dell’astronometria, che di solito viene usata assieme ad altri metodi di indagine astronometrica. Ciò offre nuove prospettive nella ricerca di esopianeti.

Concetto artistico dell'esopianeta TRAPPIST-1 c con la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI). Scienza: Sebastian Zieba (MPI-A), Laura Kreidberg (MPI-A))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sull’esopianeta TRAPPIST-1 c che indica che la sua atmosfera è molto tenue o inesistente. Un team di ricercatori ha usato il telescopio spaziale James Webb per esaminare uno dei sette pianeti del sistema TRAPPIST-1 e i risultati permettono di escludere l’ipotesi che sia simile a Venere. Le emissioni termiche indicano una temperatura sul lato diurno della sua superficie di circa 107° Celsius. Secondo i ricercatori, ciò indica che quest’esopianeta potrebbe essersi formato con poca acqua.