Stelle

Concetto artistico dell'esopianeta TOI 560.01 con la sua stella (Immagine Adam Makarenko (Keck Observatory))

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astronomical Journal” riportano studi su altrettanti esopianeti del tipo mini-Nettuno che stanno perdendo la loro atmosfera. Due team guidati da Michael Zhang con altri membri in comune hanno usato il telescopio spaziale Hubble per studiare l’esopianeta HD 63433c e l’Osservatorio Keck alle Hawaii per studiare l’esopianeta TOI 560.01, conosciuto anche come HD 73583b. In entrambi i casi, il telescopio spaziale XMM-Newton è stato usato per studiare le emissioni ad alta energia provenienti dalle loro stelle e dal deflusso di gas dalle atmosfere. Le osservazioni di gas che si disperde nello spazio è una conferma alla teoria che i mini-Nettuno possono trasformarsi in super-Terre alla fine di quella perdita.

La galassia di Andromeda (M31) con l'ammasso B023-G078

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un raro buco nero di massa intermedia nella galassia di Andromeda al centro di quello che potrebbe essere un nucleo spogliato, ciò che rimane di una galassia inghiottita da Andromeda. Un team di ricercatori ha osservato l’ammasso stellare catalogato come B023-G078 all’Osservatorio Gemini e con il telescopio spaziale Hubble per poter calcolare la distribuzione di massa al suo interno, un passo cruciale per capire la sua natura di nucleo spogliato e individuare il buco nero di massa intermedia. Potrebbe trattarsi di un modo per scoprire questo raro tipo di buchi neri, che secondo alcuni modelli si fonde con altri per formare buchi neri supermassicci in seguito a fusioni galattiche.

Il sistema di Eta Carinae

Una nuova immagine ritrae Eta Carinae mettendo assieme osservazioni in varie bande dello spettro elettromagnetico dagli infrarossi ai raggi X grazie ai telescopi spaziali Hubble, Chandra e Spitzer. Ogni frequenza offre alcuni dati specifici su questa coppia di stelle celebre soprattutto per la cosiddetta Grande Eruzione che la rese particolarmente brillante per molti anni con un picco nel 1843. I dati messi assieme hanno anche permesso di creare modelli tridimensionali della Nebulosa Omuncolo e delle nubi di gas e polveri che circondano la coppia. Si tratta di una ricerca utile agli astronomi per capire l’evoluzione di Eta Carinae e anche dal punto di vista didattico all’interno del programma Universe of Learning della NASA.

I getti MHO 2147 (Immagine International Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA. Acknowledgments: PI: L. Ferrero (Universidad Nacional de Córdoba)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta osservazioni di getti stellari catalogati come MHO 2147 e MHO 1502 emessi da due fonti protostellari. Un team di ricercatori ha usato il telescopio Gemini Sud in Cile per studiare quei getti, il cui aspetto è probabilmente influenzato dall’attrazione gravitazionale di stelle compagne. La qualità delle osservazioni è dovuta al sistema di ottica adattiva progettato per compensare la distorsione causata dall’atmosfera terrestre.

Concetto artistico dell'esopianeta Wasp-103b e della sua stella (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dell’esopianeta Wasp-103b che offre le prove della sua forma ovale. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale CHEOPS dell’ESA per avere la precisione necessaria per valutare la forma anomala di questo gigante gassoso. Essa è dovuta alle potenti forze mareali della sua stella, un po’ più grande e massicca del Sole, su questo pianeta a causa della loro vicinanza. Infatti, Wasp-103b è così vicino alla sua stella che il suo anno dura un po’ meno di un giorno terrestre.