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Il proto-ammasso galattico G237

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” e uno sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”, riportano vari aspetti della scoperta di un proto-ammasso galattico nel quale c’era uno straordinario tasso di formazione stellare quando l’universo aveva circa 3 miliardi di anni. Un team di ricercatori guidato da Mari Polletta dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Milano che include altri quattro ricercatori e ricercatrici dell’INAF ha trovato le tracce del proto-ammasso G237.01+42.50, o semplicemente G237, nei dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor per poi usare vari telescopi per osservare le galassie al suo interno. I risultati sono stati raccolti da un team guidato da Yusei Koyama dell’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone.

M51 e un'illustrazione del sistema che potrebbe ospitare un esopianeta

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’individuazione di un candidato esopianeta in un’altra galassia, catalogato come M51-ULS-1b. Un team di ricercatori ha utilizzato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per esaminare quello che potrebbe essere il transito di un esopianeta delle dimensioni di Saturno in M51, una coppia di galassie. Nella più grande delle due galassie c’è una sorgente ultraluminosa di raggi X formata da una stella morta e da una supergigante blu e il candidato esopianeta orbita attorno ad esse. La prima conferma di un esopianeta extragalattico sarebbe straordinaria ma in questo caso non tutte le spiegazioni alternative possono essere escluse completamente.

L'esopianeta 2M0437b attorno alla sua stella

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di un pianeta neonato che orbita attorno alla stella nana rossa 2M0437. Un team coordinato dall’Università delle Hawaii a Mānoa ha usato vari telescopi per confermare che l’oggetto scoperto fosse un pianeta orbitante attorno a quella stella e per catturarne un’immagine diretta. 2M0437b è uno degli esopianeti più giovani scoperti finora, nato assieme alla sua stella nella Nube del Toro, una culla di stelle oggetto di vari studi astronomici.

Le galassie NGC 4567 (in alto) e NGC 4568 (in basso) con supernova SN 2020fqv nel riquadro

Un articolo che verrà pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta osservazioni di una supernova che è stata catalogata come SN 2020fqv nella galassia NGC 4568. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble combinando dati raccolti con altri strumenti per studiare questa supernova a partire dai primi momenti dell’esplosione. Informazioni sugli ultimi istanti di vita della stella progenitrice, sui materiali vicinissimi alla supernova espulsi dalla stella nell’ultimo anno di vita e sulla prima fase della supernova potranno aiutare a trovare i segni di altre supernove imminenti.

Immagine composita di G344.7-0.1 (X-ray: NASA/CXC/Tokyo Univ. of Science/K. Fukushima, et al.; IR: NASA/JPL/Spitzer; Radio: CSIRO/ATNF/ATCA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sui resti di supernova catalogati come G344.7-0.1. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni in diverse bande dello spettro elettromagnetico per studiare le conseguenze di una supernova di tipo Ia, l’esplosione di una nana bianca che ha raggiunto una massa critica dopo aver rubato gas a una compagna. Questi resti possono mostrare in particolare gli effetti di quello che viene chiamato shock inverso e offrire nuove informazioni per capire meglio queste supernove, importanti nella creazione di elementi come il ferro, i quali vengono sparsi nello spazio interstellare.