Stelle

Schema delle orbite dei pianeti di TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla formazione dei pianeti del sistema della stella ultrafredda TRAPPIST-1. Un team di ricercatori ha sfruttato la particolare configurazione dei sette pianeti rocciosi per calcolare quanto tempo possa aver richiesto la loro formazione ottenendo un valore massimo di pochi milioni di anni, solo un decimo del tempo impiegato dalla Terra per formarsi. Ciò perché la risonanza che esiste tra i pianeti può essere stata mantenuta solo in assenza di un bombardamento tardivo del tipo che è avvenuto nel sistema solare che completò la formazione dei suoi pianeti. Una conseguenza è che l’acqua dev’essere stata assorbita dai pianeti di TRAPPIST-1 durante la loro formazione nel disco protoplanetario.

Concetto artistico di J0240+1952 e della sua compagna (Immagine cortesia Università di Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta la scoperta della nana bianca con la maggior velocità di rotazione conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato lo strumento HiPERCAM montato sul Gran Telescopio Canarias (GTC) per riuscire a misurare la velocità di rotazione della nana bianca catalogata come Lamost J024048.51+195226.9, o semplicemente J0240+1952. La rotazione in 24,93 secondi la rende la più veloce nella sua categoria. L’esame ha anche permesso di stabilire che si tratta di un sistema a elica magnetica in cui la nana bianca ruba gas a una compagna per poi espellerlo nello spazio velocità molto elevate a causa del suo intenso campo magnetico.

La nebulosa G035.20-0.74 (Immagine NASA, ESA, and J. Tan (Chalmers University of Technology); Processing; Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble della nebulosa catalogata come G035.20-0.74, una culla di stelle nella costellazione dell’Aquila. In questo caso specifico, le stelle che nascono sono davvero massicce, le giganti blu di classe B che sono fino a cinque volte più calde del Sole. La loro formazione è tra gli oggetti di ricerca degli astronomi e all’interno di G035.20-0.74 c’è una protostella massiccia che sta emettendo getti di gas. Si tratta di un fenomeno conosciuto nelle protostelle ma è difficile da osservare in quelle così massicce, che tendono a essere circondate da quantità maggiori di polveri che le nascondono.

La nebulosa N44 (Immagine NASA, ESA, V. Ksoll and D. Gouliermis (Universität Heidelberg), et al.; Processing: Gladys Kober (NASA/Catholic University of America))

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble di N44, una nebulosa a emissione nella Grande nube di Magellano. La sua catalogazione è dovuta al fatto che splende a causa di emissioni elettromagnetiche generate dalla ionizzazione causata dalle stelle presenti in quell’area. Una formazione davvero curiosa al suo interno è quella che è stata chiamata una superbolla, una sorta di cavità all’interno di N44 ancora senza una spiegazione certa. I venti stellari nella nebulosa non sembrano avere le caratteristiche necessarie perciò l’ipotesi maggiormente considerata è che la cavità sia stata scavata da supernove.

Tre galassie simulate nel progetto IllustrisTNG

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i primi risultati di un’analisi dei dati del terzo rilascio (Data Release 3, DR3) dell’indagine astronomica Lega-C, la più vasta indagine spettroscopica di galassie che potremmo definire di mezza età dato che le vediamo com’erano tra cinque e otto miliardi di anni fa circa. Essa offre informazioni fondamentali per capire a fondo certe fasi dell’evoluzione delle galassie e della formazione stellare al loro interno. Una buona notizia offerta da un team di ricercatori guidato da Po-Feng Wu dell’Institute of Astronomy and Astrophysics di Taipei (Taiwan) che include Anna Gallazzi e Stefano Zibetti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) è il buon accordo tra le simulazioni del programma IllustrisTNG e delle osservazioni condotte in quella sorta di censimento che è stato Lega-C.