Stelle

Concetto artistico di nana rossa che interagisce magneticamente con un pianeta (Immagine cortesia Danielle Futselaar (artsource.nl))

Due articoli – uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” – riportano diversi aspetti della scoperta di emissioni di onde radio da parte di 19 nane rosse delle quali almeno 4 potrebbero essere originate dall’interazione con pianeti sconosciuti. Questo studio è basato su rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR per esaminare l’attività magnetica stellare di 19 nane rosse. Emissioni radio sono state rilevate anche da stelle antiche e inattive dal punto di vista magnetico. Anche dati raccolti dal telescopio spaziale TESS della NASA sono stati aggiunti per avere un quadro più completo di quell’attività. La spiegazione più probabile è che vi sia un’interazione con il campo magnetico di pianeti che però non sono stati rilevati.

Il disco protoplanetario nel sistema triplo di GW Orionis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul sistema triplo di GW Orionis, o semplicemente GW Ori, che sostiene che c’è almeno un esopianeta, che sarebbe il primo conosciuto che orbita attorno a tre stelle. Un team di ricercatori guidato da Jeremy Smallwood dell’Università del Nevada a Las Vegas ha esaminato le osservazioni degli anelli del disco protoplanetario di GW Ori condotte con il radiotelescopio ALMA. L’obiettivo era cercare di stabilire la causa della presenza di una regione vuota all’interno di uno di essi e la conclusione è che uno o più esopianeti si sono formati o si stanno formando.

Distribuzione di diverse molecole mappate nei dischi protoplanetari attorno alle stelle AS 209 e HD 163296

Una serie di articoli pubblicati sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” riporta la rilevazioni di molecole organiche potenzialmente importanti per la nascita di forme di vita in alcuni dischi protoplanetari. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA all’interno del programma MAPS. ALMA ha permesso di rilevare le emissioni di molecole come cianoacetilene, acetonitrile e ciclopropenilidene nei dischi delle giovani stelle IM Lupi, GM Aurigae, AS 209, HD 163296 e MWC 480. Questi composti organici sono precursori di molecole più complesse importanti in processi biologici e alcuni sono simili a quelli che si sono formati nel sistema solare.

L'ammasso galattico MACS J0138.0-2155 e la supernova Requiem

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio su una supernova il cui bagliore è stato distorto e moltiplicato da una lente gravitazionale. Un team di ricercatori ha esaminato varie immagini catturate nel corso di anni dal telescopio spaziale Hubble dopo che tre immagini della supernova AT 2016jka, soprannominata Requiem, sono state scoperte in dati d’archivio del 2016. Com’è normale, nel corso del tempo la sua luminosità si è ridotta fino a scomparire ma, secondo i ricercatori, una quarta immagine di quella supernova sarà visibile nel 2037, sempre a causa della distorsione generata dalla lente gravitazionale prodotta dalla forza di gravità dell’ammasso galattico MACS J0138.0-2155, o semplicemente MACS J0138.

La Nebulosa di Orione vista dal telescopio spaziale Hubble e sulla destra il particolare di HH204 con il suo getto di materiali.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” rporta uno studio che rivela con dettagli mai visti finora gli effetti fisici e chimici dell’impatto di un getto protostellare nella Nebulosa di Orione. Un team di ricercatori guidato da José Eduardo Méndez Delgado, studente di dottorato all’Istituto di Astrofisica delle Canarie (IAC) ha usato osservazioni condotte con il VLT e vent’anni di immagini del telescopio spaziale Hubble. Ciò ha permesso di esaminare l’urto del getto protostellare emesso dall’oggetto catalogato come HH204 sull’ambiente circostante e le conseguenti modifiche su densità e temperatura del gas nella Nebulosa di Orione. Ciò ha causato a sua volta un aumento a livello gassoso di atomi di elementi pesanti come ferro e nickel.