Stelle

Un'infografica (NASA/JPL-Caltech) che offre un confronto tra le dimensioni di pianeti, nane brune e stelle molto piccole

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulla nana bruna classificata come WISEA J153429.75-104303.3, o semplicemente WISE 1534–1043, soprannominata l’Incidente perché è stata scoperta in modo puramente casuale. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con vari telescopi per cercare di capire le caratteristiche di una nana bruna diversa da quelle conosciute. Le sue emissioni sono molto fiohe hanno reso difficile ottenere le informazioni desiderate ma la conclusione dei ricercatori è che sia molto vecchia, con un’età tra i 10 e i 13 miliardi di anni, e sia passata vicina a oggetti molto più massicci che l’hanno accelerata fino a raggiungere la notevole velocità rilevata. La sua relativa vicinanza alla Terra potrebbe essere casuale oppure indicare che nane brune di quel tipo sono più comuni del previsto ma non riusciamo a rilevarle con gli strumenti attuali.

Illustrazione artistica di questi oggetti assieme a Giove come confronto delle dimensioni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio su 5 oggetti al confine tra nana bruna e stella scoperti grazie al telescopio spaziale TESS della NASA. Un team di ricercatori coordinati da un gruppo di enti svizzeri ha condotto osservazioni mirate dei 5 corpi celesti per capire meglio la natura delle nane brune, cosa le distingua dalle stelle e quale sia il confine tra queste due classi di oggetti.

La Via Lattea, il braccio del Sagittario e la "scheggia"

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di una struttura anomala nel braccio del Sagittario della Via Lattea. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Spitzer della NASA e dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per individuare una struttura lunga circa 3000 anni luce che ha un orientamento notevolmente diverso da quello del resto del braccio del Sagittario. Strutture del genere sono state individuate in altre galassie ma è la prima volta che una di esse viene individuata all’interno della Via Lattea. Non si tratta di una sorpresa dato che è difficile studiare strutture della galassia così grandi dal suo interno.

Concetto artistico di giganti rosse (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Chris Smith (KBRwyle))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un totale di 158.505 giganti rosse pulsanti. Un team di ricercatori ha usato la mappa della maggior parte del cielo creata grazie al telescopio spaziale TESS della NASA e, sfruttando la qualità di quelle osservazioni, ha individuato una quantità senza precedenti di questo tipo di stelle. L’analisi della mappa è stata condotta usando un sistema di apprendimento automatico addestrato per rilevare le tracce delle oscillazioni negli spettri stellari delle giganti rosse. Si tratta di un risultato molto utile per gli studi di astrosismologia, una branca dell’astronomia che studia struttura e proprieta delle stelle analizzando le loro pulsazioni. Marc Hon dell’Università delle Hawaii ha presentato i risultati alla seconda TESS Science Conference, tenuta in modo virtuale nei giorni scorsi.

Concetto artistico dell'esopianeta L 98-59b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sui pianeti che orbitano attorno alla stella nana rossa L 98-59. Un team di ricercatori che ne include molti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare le caratteristiche di tre esopianeti già conosciuti concludendo che il più interno ha una massa che è circa metà di quella di Venere. C’era qualche dubbio sulla natura del pianeta più esterno e questo studio suggerisce che si tratti di un pianeta roccioso che contiene una gran quantità di acqua. I ricercatori hanno trovato prove della presenza di un quarto pianeta e indizi che ce ne potrebbe essere un quinto.