Stelle

Concetto artistico del Sole com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Conceptual Image Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla stella Kappa 1 Ceti, molto simile al Sole per dimensioni e massa ma molto più giovane avendo un’età stimata tra 600 e 750 milioni di anni. Un team di ricercatori coordinato dal Goddard Space Flight Center della NASA ha predetto alcune caratteristiche di Kappa 1 Ceti difficili da misurare usando modelli informatici che si basano su dati raccolti da vari telescopi spaziali della NASA e dell’ESA. I risultati aiutano a capire come fosse il Sole quasi quattro miliardi di anni fa, quando poteva emettere superbrillamenti, per ricostruire l’influenza della sua attività sulla Terra primordiale e sulla vita primordiale.

Andromeda vista dal Sardinia Radio Telescope a 6,6 GHz

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia di Andromeda basato sulla migliore immagine catturata a microonde. Un team di ricercatori coordinato dal professor Elia Battistelli del dipartimento di fisica della Sapienza ha usato il Sardinia Radio Telescope (SRT) e la sua possibilità di lavorare a elevate frequenze radio per creare una mappa di Andromeda a 6,6 GHz, una frequenza rilevata per la prima volta che colma una lacuna negli studi della galassia considerata una sorta di sorella della Via Lattea. Ciò ha aiutato a capire meglio i processi in atto all’interno di Andromeda individuando le aree di formazione stellare.

Una mappa ottenuta dall'indagine GLOSTAR con un segmento del disco della Via Lattea

Quattro articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riportano vari aspetti della mappatura del piano galattico settentrionale, che ha portato tra le altre cose alla scoperta di nuove aree di formazione stellare nella Via Lattea. Molti ricercatori hanno collaborato all’analisi di dati raccolti all’interno dell’indagine GLOSTAR, che ha proprio lo scopo di esaminare regioni di formazione stellare all’interno della galassia usando osservazioni dei radiotelescopi VLA ed Effelsberg. I dati hanno permesso di ottenere le mappe più dettagliate del piano galattico settentrionale a frequenze radio, che hanno permesso di individuare le nuove culle stellari.

Il sistema PDS 70 e il particolare del protopianeta PDS 70 c

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sul disco circumplanetario attorno all’esopianeta PDS 70 c. Un team di ricercatori guidato da Myriam Benisty ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quello che è ancora un protopianeta e il disco di materiali attorno a esso che potrebbero formare delle lune. Secondo le stime, c’è una massa sufficiente a formare fino a tre lune delle dimensioni della Luna terrestre. Questo tipo di studi offre nuove informazioni sia sulla formazione di pianeti, in particolare i giganti gassosi, e delle lune, una delle frontiere che gli astronomi stanno cercando di aprire.

Le galassie NGC 1300, NGC 1087 e NGC 3627 in alto, NGC 4254 e NGC 4303 in basso

L’ESO ha pubblicato alcune immagini create nel corso del progetto PHANGS usando lo strumento MUSE sul VLT. Si tratta di immagini di galassie nell’universo vicino nelle quali i ricercatori del progetto PHANGS hanno cercato di individuare culle stellari. Lo scopo è di ottenere risposte alle domande ancora esistenti sulla formazione delle stelle. Per questo motivo, l’indagine condotta con lo strumento MUSE è una parte di un progetto più grande che include altre indagini parallele condotte con il radiotelescopio ALMA e il telescopio spaziale Hubble.