Stelle

Nana bruna e Giove

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la prima misurazione dei venti che soffiano nell’atmosfera della nana bruna catalogata come 2MASS J10475385+2124234. Un team di ricercatori guidato da Katelyn Allers della Bucknell University ha combinato osservazioni condotte con il Very Large Array (VLA) e il telescopio spaziale Spitzer della NASA per ottenere questo risultato. Il metodo è già stato utilizzato per pianeti come Giove perciò la novità è la sua estensione a una nana bruna e potrebbe riguardare anche esopianeti gassosi.

Rappresentazione artistica di coppia di nane bianche (Immagine cortesia M. Weiss)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di un sistema binario formato da due nane bianche con nucleo di elio che orbitano l’una attorno all’altra in 1201 secondi, uno dei periodi orbitali più brevi nei sistemi binari conosciuti. Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Warren Brown del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (Cfa) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e dall’indagine Sloan Digital Sky Survey (SDSS) della coppia catalogata come SDSS J232230.20+050942.06, o semplicemente J2322+0509, compiendo osservazioni mirate con altri strumenti per esaminarne le caratteristiche. Si tratta di una possibile sorgente di onde gravitazionali da rilevare da parte del sallite LISA in progettazione da parte dell’ESA.

Montaggio del Progetto Formazione Stellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Japan” riporta la mappatura di tre nubi interstellari: Orione A, Fenditura dell’Aquila ed M17. Un team di ricercatori guidato dal professor Fumitaka Nakamura del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha usato il radiotelescopio Nobeyama e per Orione A anche dati dall’archivio dell’array di radiotelescopi CARMA per ottenere questo risultato. Si tratta di un’indagine chiamata non a caso Progetto Formazione Stellare perché le tre nubi interestellari studiate sono culle per nuove stelle.

Due esempi di dischi protoplanetari allineati e disallineati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulle orbite di dischi protoplanetari in sistemi binari, dove sono state trovate diverse geometrie. Un team di astronomi guidato da Ian Czekala dell’Università della California a Berkeley ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare sistemi stellari in fase di formazione attorno a due stelle, che in gergo vengono chiamati dischi circumbinari. La conclusione è che i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più compatti condividono quasi lo stesso piano mentre i dischi che orbitano attorno ai sistemi binari più ampi hanno piano orbitali notevolmente inclinati.

Eros Vanzella indica la regione di emissione Lyman-Alpha misurata con lo strumento MUSE (Foto cortesia Eros Vanzella / INAF. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di stelle primordiali che potrebbero appartenere alla cosiddetta Popolazione III, la prima generazione di stelle dell’universo. Un team di astrofisici guidato da Eros Vanzella e Massimo Meneghetti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Bologna ha usato dati raccolti con lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO e una potente lente gravitazionale generata dall’ammasso galattico MACS J0416.1-2403, o semplicemente MACS J0416, per ottenere immagini ingrandite di stelle che sembrano prive di metalli e composte solo da idrogeno, elio e tracce di litio.