L’arrivo di tre nuovi astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale completa l’equipaggio della Expedition 43

L'astronauta Scott Kelly e i cosmonauti Gennady Padalka e Mikhail Kornienko davanti a un modello del razzo Soyuz usato per il lancio (Foto NASA/Bill Ingalls)
L’astronauta Scott Kelly e i cosmonauti Gennady Padalka e Mikhail Kornienko davanti a un modello del razzo Soyuz usato per il lancio (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz TMA-16M è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dopo quasi esattamente sei ore ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo tre nuovi membri dell’equipaggio. La Soyuz ha utilizzato la traiettoria veloce usata normalmente.

I tre nuovi membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, che completano l’equipaggio della Expedition 43, sono:

Gennady Ivanovich Padalka. Nato il 21 giugno 1958 a Krasnodar, nell’allora URSS e oggi in Russia, si è diplomato all’Eisk Military Aviation College nel 1979. Ha servito come pilota nell’aeronautica militare russa raggiungendo il grado di colonnello. Ha collezionato oltre 1.500 ore di volo su sei tipi di aeroplani come pilota di prima classe e ha compiuto oltre 300 lanci con il paracadute come istruttore di paracadutismo. Ha lavorato come ingegnere-ecologo presso l’International Center of Instruction Systems dell’UNESCO fino al 1994. Ha collaborato come investigatore per il progetto Advanced Diagnostic Ultrasound in Microgravity, finanziato dal governo americano per indagare sulle strategie di applicazione della telemedicina diagnostica nello spazio. Selezionato come candidato cosmonauta nel 1989, ha accumulato notevole esperienza sulla stazione spaziale russa MIR tra l’agosto 1998 e il febbraio 1999 e sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2002 come parte della Expedition 9, nel 2009 come parte della Expedition 19/20 e nel 2012 come parte della Expedition 31/32. Ha compiuto un totale di 9 passeggiate spaziali. È sposato e ha tre figlie.

Mikhail Borisovich Kornienko. Nato il 15 aprile 1960 a Syzran, nell’allora URSS e oggi in Russia, ha servito nell’allora esercito sovietico per poi laurearsi all’Istituto Aeronautico di Mosca come ingegnere meccanico di propellente liquido per motori di razzi. Ha lavorato per anni nell’industria aerospaziale finché nel 1998 è stato selezionato come candidato cosmonauta. Nel 2010 ha fatto parte della Expedition 23/23 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ha compiuto una passeggiata spaziale. È sposato e ha una figlia.

Scott Joseph Kelly. Nato il 21 febbraio 1964 a Orange, nel New Jersey, negli USA, si è laureato all’Università di Stato del College marittimo di New York e a quel punto ha ricevuto la commissione attraverso il programma Navy Reserve Officer Training Corps. È diventato un aviatore della marina militare americana dove ha servito come pilota collaudatore con oltre 8.000 ore di volo su oltre 40 tipo di aeroplani. Nel 1996 è stato selezionato come candidato astronauta dalla NASA. Nel 1999 ha fatto parte dell’equipaggio dello Space Shuttle Discovery nella missione STS-103. Nel 2002 è stato comandante del laboratorio sottomarino Aquarius nella missione NEEMO 4. Nel 2005 è stato membro dell’equipaggio della missione NEEMO 8. Nel 2007 è stato il comandante dello Space Shuttle Endeavour nella missione STS-118. Ha già servito sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2010/2011 come parte della Expedition 25/26.

Generalmente, i membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale trascorrono circa sei mesi nello spazio, stavolta c’è un cambiamento perché inizia una missione davvero speciale della durata di un anno. Scott Kelly e Mikhail Kornienko trascorreranno un anno sulla Stazione per effettuare una serie più approfondita di studi sulle reazioni degli esseri umani alla vita nella microgravità dello spazio.

Questa ricerca sarà utile per preparare i futuri astronauti a lunghi viaggi nello spazio profondo. Verrà condotta in collaborazione da NASA e Roscosmos ma gli esami su Scott Kelly saranno ancor più approfonditi perché in parallelo la NASA esaminerà suo fratello gemello, l’ex astronauta Mark Kelly, rimasto sulla Terra. È un’opportunità unica per confrontare lo stato fisico di due persone.

La navicella spaziale Soyuz TMA-16M al momento del decollo in cima a un razzo Soyuz (Foto NASA/Bill Ingalls)
La navicella spaziale Soyuz TMA-16M al momento del decollo in cima a un razzo Soyuz (Foto NASA/Bill Ingalls)

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