L’ESA si attiva dopo il risveglio del lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko

L'area della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko in cui è atterrato il lander Philae (Ellisse: ESA/Rosetta/Philae/CONSERT; Immagine: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)
L’area della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko in cui è atterrato il lander Philae (Ellisse: ESA/Rosetta/Philae/CONSERT; Immagine: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Nel corso del week end il lander Philae ha ripreso a comunicare dalla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Erano passati quasi esattamente sette mesi da quando Philae aveva esaurito l’energia delle batterie e, siccome la sua posizione non gli permetteva di ricaricarle usando i pannelli solari, era entrato in ibernazione. Ora l’ESA sta preparando nuovi piani per cercare di sfruttare al meglio il periodo in cui la cometa sarà abbastanza vicina al Sole da fornire a Philae l’energia necessaria per lavorare.

La missione di Philae è stata davvero caotica e piena di imprevisti. In novembre, si è distaccato dalla sonda spaziale Rosetta per atterrare sulla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, un’impresa mai tentata prima. Ce l’ha fatta ma non è riuscito ad ancorarsi alla superficie, rimbalzandovi più volte e finendo in un’area con poca illuminazione.

L’entrata in ibernazione di Philae ha anche causato polemiche per la scelta europea di non usare generatori nucleari per alimentare le sonde spaziali dell’ESA. Se Philae avesse avuto un generatore di quel tipo avrebbe potuto continuare a funzionare nei mesi scorsi raccogliendo dati preziosi e inviandoli sulla Terra.

Le scelte a livello politico sono state diverse perciò solo ora Philae è riuscito a raccogliere abbastanza energia da poter comunicare. A causa delle circostanze del suo atterraggio, la sua posizione esatta non è ancora stata individuata. Tuttavia, l’ESA ha individuato l’area in cui si è fermato usando i segnali radio scambiati tra Philae e Rosetta come parte dell’esperimento CONSERT (COmet Nucleus Sounding Experiment by Radiowave Transmission) nel breve periodo in cui il lander è stato attivo.

Nel corso del week end, Philae ha comunicato due volte con la sonda spaziale Rosetta, che ha rimandato i segnali verso l’ESOC (European Space Operations Centre) dell’ESA sulla Terra. Il primo contatto è stato una sorpresa molto gradita che ha dato inizio a nuovi piani per riprendere la missione del lander, interrotta ben prima del previsto.

I primi contatti non sono stati molto stabili e il piano è di modificare l’orbita della sonda spaziale Rosetta per ottimizzarla per le comunicazioni con Philae. Le comunicazioni possono avvenire solo quando Rosetta passa sopra Philae perciò saranno comunque limitate.

Se il contatto con Philae verrà stabilizzato, sarà possibile inviargli i comandi per effettuare rilevazioni scientifiche. All’ESA dovranno decidere quali strumenti utilizzare e ciò dipenderà dai livelli di energia di Philae. Potrebbe non essere possibile utilizzare il trapano SD2 (Sampling, Drilling and Distribution) sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

La nota positiva è che con un po’ di fortuna sarà possibile utilizzare Philae nel periodo di massima attività sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Esso verrà raggiunto attorno a metà agosto 2015, quando essa raggiungerà il punto più vicino al Sole. I responsabili della missione all’ESA manterranno una notevole flessibilità nei loro piani perché gli sviluppi potrebbero essere ancora imprevedibili. A questo punto è lecito sperare in nuovi successi per la missione di Philae.

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