
The Planetary Society ha dichiarato il successo della missione di test della vela solare LightSail. Partito il 20 maggio 2015 come carico secondario nel lancio dello shuttle militare X-37B, il nanosatellite di classe CubeSat che conteneva la vela solare ha superato vari problemi. Alla fine i sistemi di bordo sono stati testati raccogliendo moltissimi dati utili per la la missione completa prevista per il 2016. Nei giorni scorsi, il prototipo di LightSail è rientrato nell’atmosfera, disintegrandosi.
The Planetary Society è un’organizzazione non-profit e sta portando avanti il progetto LightSail grazie alle offerte del pubblico. Per la missione completa è ancora attiva una raccolta fondi, che mentre sto scrivendo ha raggiunto i 916,150 dollari di offerte. Il denaro permetterà non solo di procedere con la missione ma anche di farla conoscere meglio a scienziati ma anche al pubblico con varie iniziative.
La missione di test, conosciuta anche come LightSail-A, ha avuto vari problemi. I test vengono effettuati proprio per trovare difetti nel progetto prima di procedere con la missione completa ma c’è stato il rischio che questo test fallisse. Parecchio lavoro aspetta The Planetary Society per assicurarsi che la missione prevista per il 2016 non abbia questi problemi.
Pochi giorni dopo il lancio, la LightSail ha smesso di comunicare. È risultato che il problema era nel software di gestione dei dati telemetrici. Il file che veniva creato diventava sempre più grande, fino a mandare in crash il sistema di volo. Esisteva già una versione del software che correggeva l’errore ma non era stata caricata sulla LightSail.
Il risultato è stato che la LightSail si è bloccata e neppure l’invio dei comandi di reboot del sistema operativo hanno funzionato. Vari tentativi sono stati fatti per cercare di sfruttare il sistema operativo Linux usato dalla LightSail ma senza successo. È stato necessario attendere parecchi giorni prima che si verificasse una condizione che ha determinato un reboot automatico.
Dopo aver aggiornato il software, The Planetary Society ha cominciato le operazioni di test dei sistemi di bordo. I pannelli solari sono stati dispiegati ma dopo qualche giorno la LightSail ha smesso di nuovo di comunicare. Stavolta il silenzio è durato solo un paio di giorni e stavolta il problema era nelle batterie.
Finalmente, il 7 giugno è stato possibile procedere con l’operazione principale, il dispiegamento della vela solare in mylar. Ci sono voluti vari tentativi per far accettare il comando alla LightSail ma alla fine la missione è stata compiuta. I dati e anche le fotografie hanno cominciato a essere trasmesse.
La LightSail-A era in un’orbita troppo bassa per usare davvero la luce solare per navigare e a quel punto si stava già deteriorando. Era solo questione di giorni prima che la vela solare precipitasse nell’atmosfera ma i problemi sono stati trovati e ora The Planetary Society può risolverli. I nanosatelliti sono relativamente semplici ma le vele solari sono ancora in fase sperimentale perciò il fatto che questo test sia stato portato a compimento è davvero un successo.
