La navicella spaziale russa Progress M-28M ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale

Il cargo spaziale russo Progress M-28M durante l'avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)
Il cargo spaziale russo Progress M-28M durante l’avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Progress M-28M è attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale. Il cargo spaziale russo, decollato venerdi scorso, trasporta cibo e acqua che assicurano una riserva di circa un altro mese all’equipaggio oltre a esperimenti scientifici, propellente e hardware vario. Per le nazioni che collaborano alla gestione della Stazione è certamente un sollievo dopo i tre fallimenti in meno di un anno, tanto da essere stato definito Natale in luglio.

Negli ultimi anni ci siamo abituati a vedere le navicelle spaziali americane Dragon e Cygnus attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale in due fasi. Esse infatti arrivano a una distanza ravvicinata per essere catturate dal braccio robotico Canadarm2, che viene usato per trasportarle fino a un portello dove l’attracco viene perfezionato. I cargo spaziali Progress invece attraccano direttamente.

La navicella Progress M-28M utilizza un sistema automatico per l’attracco chiamato Kurs, sviluppato ancora ai tempi dell’URSS. Esso permette alla Stazione e alla navicella di calcolare in ogni momento della manovra la posizione relativa, l’allineamento e la velocità di avvicinamento. In caso di emergenza, l’equipaggio della Stazione può prendere il comando manuale della navicella.

Il cargo spaziale Progress M-28M è regolarmente attraccato al modulo russo Pirs della Stazione Spaziale Internazionale. Domani l’equipaggio procederà con l’apertura del portello e le procedure per far diventare la Progress M-28M un’appendice della Stazione. A quel punto, potranno cominciare le operazioni di scarico, che dovrebbero continuare per tutta la settimana.

La missione della navicella spaziale Progress M-28M, indicata anche come Progress 60, è sostanzialmente compiuta. Essa infatti non è in grado di tornare sulla Terra perciò verrà riempita di hardware guasto o comunque ormai inutilizzabile e spazzatura assortita e verrà fatta disintegrare rientrando nell’atmosfera. Quest’epilogo della missione avverrà fra circa quattro mesi.

Ora le nazioni che gestiscono la Stazione Spaziale Internazionale possono valutare con più calma i piani futuri per sostituire esperimenti e hardware vario andato distrutto nei lanci falliti. In agosto è previsto il lancio di un cargo spaziale giapponese ed è possibile che i primi sostituti vengano lanciati.

Tutto ciò in attesa di capire quando il cargo spaziale Cygnus potrà essere lanciato di nuovo e dell’indagine sull’incidente al razzo vettore Falcon 9 che ha portato alla distruzione della Dragon. È in questi momenti difficile che si dovrebbe vedere davvero lo spirito di collaborazione e l’ingegnosità dei partner della Stazione. Ad astra per aspera.

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