Il satellite Sentinel-1B per le osservazioni della Terra è stato lanciato con successo

Il satellite Sentinel-1B al decollo su un razzo vettore Soyuz-STA (Foto ESA–Manuel Pedoussaut)
Il satellite Sentinel-1B al decollo su un razzo vettore Soyuz-STA (Foto ESA–Manuel Pedoussaut)

Qualche ora fa, il satellite Sentinel-1B, parte del programma Copernicus / GMES, è stato lanciato dallo spazioporto di Kourou, nella Guiana francese, su un razzo vettore  Soyuz-STA/Fregat-M. Dopo circa 25 minuti, il satellite si è regolarmente separato dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato a inviare segnali. Assieme ad esso sono stati lanciati alcuni nanosatelliti di tipo CubeSat e il microsatellite Microscope dell’agenzia spaziale francese CNES.

Il satellite Sentinel-1B raggiunge dopo poco più di due anni il gemello Sentinel-1A, lanciato il 3 aprile 2014. Essi fanno parte del programma originariamente chiamato Global Monitoring for Environment and Security (GMES) e successivamente Copernicus, che ha lo scopo di creare un sistema autonomo di controllo del territorio tramite una costellazione di satelliti che avranno diverse funzioni.

Avere due satelliti Sentinel-1 in orbita permetterà di avere una migliore copertura del territorio. Essi sono dotato di uno strumento avanzato chiamato SAR (Synthetic aperture radar) che permette di ottenere immagini delle area che stanno sorvolando con continuità, di giorno e di notte e con qualsiasi condizione atmosferica.

Avere immagini aggiornate del territorio è importante in condizioni normali per mapparne i cambiamenti a lungo termine ma anche tenere traccia delle attività umane e delle loro conseguenze. Tra le immagini più recenti ci sono ad esempio quelle usate per monitorare l’acquacoltura nel mar Mediterraneo.

Questo tipo di attività diventa vitale in caso di emergenza. Nei due anni della sua missione, il satellite Sentinel-1A ha già fornito moltissime immagini di aree dove c’erano stati terremoti e alluvioni e uno dei primi usi del satellite è stato per monitorare le aree alluvionate nei Balcani nella primavera del 2014. Si tratta di informazioni utilissime nella gestione dei soccorsi e degli interventi di messa in sicurezza delle costruzioni nelle aree colpite.

Tra questi usi recenti del satellite Sentinel-1A c’è il monitoraggio delle conseguenze della siccità nel Vietnam, considerata la peggiore negli ultimi 90 anni. Le immagini aggiornate in continuazione delle coltivazioni di riso e della presenza di acqua nel terreno possono fornire informazioni vitali alle autorità locali.

Come il gemello, il satellite Sentinel-1B ha una vita prevista di almeno 7 anni. I due satelliti assicureranno la copertura dell’intero pianeta in soli tre giorni. Nel dicembre 2015 l’ESA ha firmato il contratto con Thales Alenia Space per la costruzione di altri due satelliti dello stesso tipo che verranno chiamati Sentinel-1C e Sentinel-1D.

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