Nei canyon di Marte ci potrebbe essere acqua liquida

In blu le RSL (recurring slope lineae) nella rete di canyon delle Valles Marineris (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)
In blu le RSL (recurring slope lineae) nella rete di canyon delle Valles Marineris (Immagine NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research” descrive una ricerca che potrebbe aver trovato nuove tracce di acqua liquida su Marte. Un team di ricercatori guidato da Matthew Chojnacki dell’università dell’Arizona ha esaminato immagini dello strumento HiRise della sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA trovando quelle che sembrano strisce di sabbia bagnata in alcune regioni della rete di canyon delle Valles Marineris.

Sappiamo già da tempo che nel lontano passato c’era acqua liquida su Marte grazie a condizioni ambientali molto più simili a quelle della Terra rispetto a quelle attuali. Nel settembre 2015 l’annuncio della scoperta di flussi d’acqua liquida su Marte aveva aperto nuove possibilità legate anche alla possibile presenza di forme di vita. Si tratta di quelle che tecnicamente vengono chiamate RSL (recurring slope lineae), appunto strisce di sabbia bagnata da acqua liquida.

Le fotografie scattate dalla macchina fotografica HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) della sonda spaziale MRO hanno permesso di esaminare una serie di siti in cui sono presenti potenziali RSL. In 41 siti, ne sono state individuate da alcune a oltre mille. Esse sembrano parte di un ciclo in cui appaiono lungo i pendii durante la stagione calda e spariscono quando arriva il freddo.

La diffusione di RSL nei canyon è maggiore di quanto conosciuto in precedenza. Era importante stabilire un legame tra RSL e presenza di acqua. Molte RSL sono state individuate sulle pareti interne di crateri, dove può essere spiegata con la risalita di acqua dal sottosuolo in seguito alla collisione del meteorite che ha generato quei crateri. La conformazione geologica dei canyon nelle Valles Marineris è però molto diversa.

Secondo i ricercatori, i sali presenti nel suolo di Marte possono assorbire grandi quantità di vapore acqueo dall’atmosfera e restituirlo come acqua salata che genera le RSL. Il problema di questa teoria sta nel trovare un meccanismo per l’estrazione di acqua dall’atmosfera che sia abbastanza efficiente da generare tutte le RSL trovate nelle immagini. Infatti, secondo i calcoli, se le RSL scoperte nei canyon delle Valles Marineris sono tutti generati da acqua liquida ce ne vorrebbe un volume tra 10 e 40 volte quello di una piscina olimpionica.

Questo nuovo studio ha anche evidenziato il fatto che le RSL non solo rendono la superficie più scura ma sono anche associate con materiali che si muovono verso il basso nei canyon. C’è qualche processo che avviene in quegli ambienti tridimensionali grazie a qualche interazione tra l’atmosfera e la superficie che non avviene allo stesso modo su superfici piatte.

Gli scienziati sono i primi ad avere vari dubbi riguardo ai processi in atto perché le informazioni sono limitate. Ci sono altri approfondimenti in atto, comprese simulazioni delle RSL sulla Terra. C’è ancora molto da scoprire e da capire ma pian piano i segreti dell’acqua su Marte verranno rivelati.

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