May 17, 2017

Immagine composita della Nebulosa del Granchio (Immagine NASA, ESA, G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; VLA/NRAO/AUI/NSF; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sulla nebulosa del Granchio basata su immagini che abbracciano un’ampia parte dello spettro elettromagnetico perché assemblate mettendo assieme immagini a lunghezze d’onda molto diverse. Questi resti di una supernova sono stati immortalati da ben cinque telescopi: il radiotelescopio VLA (onde radio) in rosso, i telescopi spaziali Spitzer (infrarossi) in giallo, Hubble (visibile) in verde, XMM-Newton (ultravioletti) in blu e Chandra (raggi X) in viola.