December 2017

Il cargo spaziale Dragon inizia la missione CRS-13 decollando su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione CRS-13 (Cargo Resupply Service 13), indicata anche come SpX-13. Dopo poco più di dieci minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Si tratta della tredicesima missione di invio della navicella spaziale Dragon alla Stazione Spaziale Internazionale con vari carichi con il successivo ritorno sulla Terra, anche in questo caso con vari carichi.

Il sistema di Kepler-90 paragonato al sistema solare (Immagine NASA/Ames Research Center/Wendy Stenzel)

In una conferenza stampa è stata annunciata la prima scoperta di esopianeti effettuata grazie al motore di apprendimento automatico TensorFlow creato da Google. I ricercatori Christopher Shallue e Andrew Vanderburg hanno addestrato questo sistema per fargli riconoscere esopianeti nei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. I due esopianeti annunciati sono Kepler-90i e Kepler-80g ma è solo l’inizio per un nuovo modo per cercare esopianeti, soprattutto quelli più piccoli che lasciano tracce molto deboli.

Simulazione della vista in prospettiva del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Al meeting annuale della American Geophysical Union, scienziati della NASA hanno presentato i risultati delle ultime ricerche sulle macchie bianche presenti sul pianeta nano Cerere. In particolare, l’attività rilevata nel corso del tempo, soprattutto dalla sonda spaziale Dawn della NASA con variazioni nella loro luminosità confermano la possibilità che su Cerere vi sia ancora un’attività geologica che sta modificando la superficie di questo pianeta nano.

Strati della Grande Macchia Rossa di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI)

Ieri al meeting annuale della American Geophysical Union sono state annunciate le nuove scoperte riguardanti la Grande Macchia Rossa di Giove e di una nuova zona di radiazione. I dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA durante un volo ravvicinato effettuato l’11 luglio 2017 hanno permesso di scoprire qualcosa di nuovo su quella tempesta più grande della Terra, ad esempio trovando una risposta a una delle domande fondamentali su di essa stabilendo che essa ha una profondità di circa 300 chilometri.