Le emissioni dopo la kilonova portano nuovi enigmi per gli scienziati

Emissioni di raggi X dalla fonte GW170817 (Immagine NASA/CXC/McGill/J.Ruan et al.)
Emissioni di raggi X dalla fonte GW170817 (Immagine NASA/CXC/McGill/J.Ruan et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive l’analisi di osservazioni degli ultimi bagliori della fusione di due stelle di neutroni rilevata lo scorso agosto e annunciata in ottobre. Un team di ricercatori ha usato l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per studiare le conseguenze di quell’evento notando che quei bagliori sono continuati indicando che il lampo gamma emanato da quella collisione è più complesso di quanto gli scienziati avessero pensato inizialmente.

L’evento indicato con la sigla GW170817, con l’osservazione della fusione di due stelle di neutroni sia alle onde gravitazionali che alle onde elettromagnetiche è stato straordinario per l’importanza scientifica che potrà essere apprezzata pienamente solo a lungo termine, con lo svilupo di una nuova branca di astronomia e astrofisica. Non a caso, il suo studio ha visto il coinvolgimento di parecchie agenzie e organizzazioni scientifiche a livello globale mostrando davvero il meglio della scienza.

L’evento GW170817 aveva provocato un’esplosione chiamata kilonova, anch’essa osservata da vari telescopi riservando varie sorprese perché tra le altre cose ha generato un lampo gamma indicato con la sigla GRB 170817A che mostra caratteristiche fuori dal normale. Varie osservazioni ai raggi X e alle onde radio hanno suggerito che dopo la kilonova si sia generato un bozzolo ma per un certo periodo non è stato possibile osservare quelle emissioni ai raggi X perché quell’area del cielo era troppo vicina al Sole.

Dopo un periodo di circa 3 mesi in cui è stato possibile rilevare solo le emissioni radio, all’inizio del dicembre 2017 la fonte delle emissioni è uscita dal punto cieco nel cielo. A quel punto l’osservatorio spaziale Chandra ha ripreso a rilevare i raggi X emessi ed è risultato che i bagliori erano più intensi di prima.

Le emissioni, anche alle onde radio rilevate da vari radiotelescopi, sono compatibili con il modello del bozzolo ma i ricercatori lasciano aperte altre possibilità. Secondo loro è importante che il monitoraggio in atto con Chandra continui per capire l’evoluzione delle emissioni alle frequenze rilevate da quell’osservatorio spaziale per avere informazioni più complete.

In sostanza, è possibile che gli ultimi studi su questi eventi siano sulla strada giusta nella ricerca della spiegazione di ciò che sta avvenendo sotto i loro occhi ma ci sono ancora punti non chiari. Ciò non è sorprendente considerando che è la prima volta che questo tipo di evento viene osservato e fino a poco tempo fa la kilonova era un concetto teorico.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *