February 2018

Una parte della Perseverance Valley (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato nuove fotografie scattate dal suo venerabile Mars Rover Opportunity, che dopo 14 anni terrestri e 5,000 Sol (giorni marziani) continua la sua missione scientifica sul pianeta Marte. Nell’antica valle chiamata Perseverance Valley ha trovato un terreno con una struttura che ricorda certe strisce di pietra molto particolari su alcuni pendii montuosi sulla Terra. Queste formazioni possono essere create da cicli di congelamento e scongelamento del suolo umido oppure al vento, a trasporto in discesa o ad altri processi.

Buchi neri supermassicci nel Chandra Deep Field South (Immagine NASA/CXC/Penn. State/G. Yang et al and NASA/CXC/ICE/M. Mezcua et al.; Optical: NASA/STScI; Illustration: NASA/CXC/A. Jubett)

Due articoli in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla connessione tra lo sviluppo dei buchi neri supermassicci e le galassie che li ospitano. Due team distinti hanno utilizzato osservazioni raccolte dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altri telescopi concludendo che i buchi neri supermassicci crescono più rapidamente di quanto nuove stelle si formino nelle galassie che li ospitano. Ciò contraddice modelli precedenti che suggerivano una crescita proporzionale alla formazione stellare nelle galassie.

Il nucleo galattico attivo di M77 e ilgas in movimento nel riquadro (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Imanishi et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letter” descrive la migliore osservazione mai effettuata di un anello di gas e polvere che circonda un buco nero supermassiccio. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservare il nucleo galattico attivo della galassia a spirale M77 che emette le intense radiazioni elettromagnetiche rilevate. Si tratta della prova definitiva di quello che era stato proposto inizialmente come un concetto teorico per il quale sono state raccolte nel tempo prove sempre più chiare fino a quella presentata in questa ricerca.

La traiettoria iperbolica di ʻOumuamua

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulla rotazione caotica dell’asteroide interstellare 1I/2017 U1, conosciuto comunemente come ‘Oumuamua. Secondo un team di astronomi guidati dalla Queen’s University Belfast, quella caratteristica è dovuta a un impatto con un altro oggetto avvenuto prima che venisse espulso dal suo sistema solare e potrebbe continuare per almeno un altro miliardo di anni.