March 2018

Concetto artistico del panorama sul pianeta TRAPPIST-1f (Immagine NASA/JPL-Caltech/T. Pyle (IPAC))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sul possibile spostamento delle orbite dei 7 pianeti del sistema della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1 e della loro composizione. Un team di ricercatori di Arizona State University (ASU) e Vanderbilt University ha messo assieme le informazioni disponibili su quel sistema per effettuare una serie di calcoli concludendo che i pianeti si sono formati molto più lontano dalla loro stella rispetto alle loro posizioni attuali e che alcuni di essi hanno un contenuto d’acqua molto elevato, paradossalmente eccessivo perché sia abitabile.

I possibili oceani di Marte (Immagine cortesia Robert Citron images, UC Berkeley)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sugli oceani che si formarono su Marte quando il pianeta era giovane. Un team di geofisici dell’Università della California a Berkeley ha fornito quelle che sono ritenute prove di una connessione tra la formazione di quegli oceani e il sistema vulcanico della regione di Tharsis, il più grande del sistema solare, che avrebbe scaldato la superficie abbastanza da mantenere l’acqua liquida a lungo.

Mappa dei raggi gamma ad alta energia (Immagine NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che indica l’origine in una sorgente anomala di raggi gamma captata per la prima volta nel 2009 dal telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA. Una delle ipotesi riguardava collisioni di particelle di materia oscura ma secondo un team di astronomi si tratta invece di pulsar millisecondo che si trovano nel nucleo della Via Lattea le cui emissioni si sono mescolate nel segnale rilevato da Fermi.

Il cratere Juling (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/ASI/INAF)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Science Advances” descrivono due ricerche connesse in modi diversi ma collegati alla presenza di acqua sul pianeta nano Cerere. Due team di ricercatori, ma con molti membri in comune, guidati da scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Roma hanno usato osservazioni effettuate dallo spettrometro VIR a bordo della sonda spaziale Dawn della NASA per trovare le prove della presenza di ghiaccio d’acqua nel cratere Juling e per mappare la distribuzione dei carbonati, sali la cui origine è legata alla presenza di acqua liquida, su Cerere.